Ridurre il rumore di una tastiera meccanica è meno semplice di quanto possa sembrare, una sfida particolarmente interessante quando si parla di switch tattili, nei quali la resistenza avvertita durante la corsa rappresenta una parte fondamentale dell'esperienza. Dopo aver dedicato una recensione agli Epomaker Whisper Linear, proseguiamo con gli Epomaker Lilac, il secondo dei tre modelli che il produttore mi ha inviato per questa collaborazione. Questa volta la filosofia è differente: al posto della progressione uniforme di uno switch lineare troviamo un meccanismo tattile progettato per offrire un riscontro riconoscibile, contenendo al tempo stesso il rumore generato dalla pressione e dal ritorno del tasto. Epomaker punta su una lubrificazione già applicata in fabbrica e su una corsa relativamente breve, proponendo una soluzione rivolta soprattutto a chi desidera una tastiera più discreta senza rinunciare alla risposta meccanica. Ma quanto di questa promessa si traduce effettivamente nella digitazione?
La prima impressione
Una volta estratti dalla confezione, gli Epomaker Lilac attirano l'attenzione soprattutto per la loro colorazione. Il lilla è delicato, quasi opalino, e si accompagna a un guscio traslucido che lascia intravedere parte della struttura interna. Non ci sono contrasti particolarmente marcati: stelo e corpo condividono tonalità simili, creando un insieme piuttosto uniforme. Un aspetto che li rende immediatamente riconoscibili, anche quando sono sparsi sulla scrivania insieme agli altri componenti.

Ma l'aspetto esteriore racconta soltanto una parte della storia. La particolarità di questi switch risiede nella scelta di combinare un meccanismo tattile con una struttura pensata per contenere il rumore. Due caratteristiche che devono convivere nello spazio di pochi millimetri e che, inevitabilmente, rendono interessante capire come siano stati progettati i singoli componenti. La colorazione, insomma, è ciò che si nota per primo, ma è quello che si nasconde sotto il guscio a meritare maggiore attenzione.
Packaging
La confezione degli Epomaker Lilac ha una grafica piuttosto essenziale ma è soprattutto osservando gli altri lati della scatola che emerge una scelta interessante: Epomaker ha dedicato spazio alle specifiche tecniche e persino al diagramma forza-corsa, informazioni che solitamente si è costretti a cercare sul sito.




La confezione degli Epomaker Lilac, le specifiche tecniche e il contenuto del set.
All'interno, i 100 switch sono raccolti in un barattolo di plastica trasparente, una soluzione pratica sia per conservarli sia per recuperarli durante il montaggio. Un approccio funzionale, adatto con la natura di un prodotto destinato soprattutto a chi desidera personalizzare la propria tastiera meccanica.
Design e materiali
La costruzione degli Epomaker Lilac segue un'impostazione piuttosto tradizionale, almeno all'apparenza. Il corpo è formato da due semigusci in policarbonato (PC), entrambi traslucidi, che permettono di osservare parte del meccanismo interno. Lo stelo lilla è invece realizzato in POM, un polimero comunemente impiegato negli switch meccanici per le sue proprietà di scorrimento e resistenza all'usura. Alla base troviamo una configurazione a cinque pin, mentre l'attacco a croce mantiene la compatibilità con i keycap MX.

Lo smontaggio permette di esaminare più da vicino anche le dimensioni dei componenti. Utilizzando un calibro digitale, ho rilevato una lunghezza di 12,5 mm per lo stelo e di circa 19,6 mm per la molla a riposo. Quest'ultimo valore merita una precisazione: Epomaker dichiara una molla da 20,5 mm, leggermente più lunga rispetto a quella misurata sull'esemplare fotografato. Una differenza che vale la pena documentare, senza però attribuirle un significato particolare sulla base di una sola misurazione. Le dimensioni dello stelo, invece, non devono essere confuse con la corsa effettiva dello switch, che dipende dalla geometria e dal funzionamento dell'intero meccanismo.


Le misurazioni effettuate con il calibro digitale: 19,6 mm per la molla e 12,5 mm per lo stelo degli Epomaker Lilac.
| Specifica | Dettagli |
|---|---|
| Tipologia | Tattile silenzioso (Silent Tactile) |
| Struttura | Switch meccanico a 5 pin |
| Forza di attuazione | 40 ± 5 gf |
| Forza a fondo corsa | 55 ± 5 gf |
| Pre-corsa | 2,2 ± 0,4 mm |
| Corsa totale | 3,3 ± 0,4 mm |
| Materiale dello stem | POM |
| Materiale dell’housing | PC (policarbonato) |
| Molla | 20,5 mm |
| Lubrificazione | Di fabbrica |
| Durata dichiarata | 50 milioni di pressioni |
| Switch inclusi | 100 pezzi |
Grafico
Il diagramma forza-corsa degli Epomaker Lilac evidenzia un comportamento ben diverso da quello degli switch lineari. Le due tracce riportate sulla confezione mostrano una variazione marcata della resistenza durante la pressione, con un picco iniziale seguito da una diminuzione della forza necessaria a proseguire la corsa. È proprio questa discontinuità a caratterizzare il funzionamento di uno switch tattile, nel quale il superamento del cosiddetto tactile bump introduce una risposta meccanica riconoscibile.

Secondo le specifiche Epomaker, l'attuazione avviene a 2,2 ± 0,4 mm con una forza di 40 ± 5 gf, mentre il fondo corsa viene raggiunto a 3,3 ± 0,4 mm con 55 ± 5 gf. Il produttore dichiara anche una forza iniziale di 32 ± 5 gf, valore che non trova però una corrispondenza immediatamente leggibile nel diagramma stampato. Il grafico che abbiamo ricostruito riprende quindi l'andamento delle tracce originali, senza attribuire valori strumentali ai punti intermedi.
Prestazioni e sensazioni
Ho montato gli Epomaker Lilac sulla NuPhy Halo75 V2, la stessa tastiera utilizzata per provare gli altri switch ricevuti da Epomaker. Eppure, questa volta, mi è successo qualcosa di particolare: terminati i primi test, non ho più avuto voglia di sostituirli. Continuo a utilizzarli anche mentre scrivo questa recensione, semplicemente perché digitare con loro mi piace. Una sensazione difficile da ricondurre a una singola caratteristica, perché è proprio l'insieme a funzionare così bene sotto le dita.

La pressione è morbida, ma non eccessivamente leggera. Si avverte una certa resistenza, quanto basta per accompagnare il movimento senza renderlo faticoso, mentre il feedback tattile restituisce quella piccola risposta meccanica che personalmente ho sempre apprezzato. È un equilibrio che trovo particolarmente piacevole: ogni tasto offre una sensazione riconoscibile, senza richiedere uno sforzo che finisca per distrarre dalla scrittura. Forse è anche una questione di abitudine. Dopo tanto tempo trascorso con switch dal suono thocky o dalle tonalità più cremose, ritrovarmi a digitare con qualcosa di così discreto ha un fascino inaspettato. Non so se sia una preferenza destinata a durare o soltanto una di quelle fasi in cui si riscopre il piacere di qualcosa di diverso. So però che, almeno per il momento, gli Epomaker Lilac sono gli switch che ho più voglia di continuare a utilizzare.
Suono e soundtest
C'è qualcosa di curioso nel premere un tasto meccanico e non sentire quasi nulla. Con gli Epomaker Lilac è proprio questa assenza di rumore a diventare protagonista, tanto che finisce per modificare il modo in cui si percepisce la digitazione. Siamo abituati ad associare gli switch meccanici a una precisa identità sonora, dal caratteristico thock alle tonalità più morbide e cremose. Qui, invece, il suono passa in secondo piano, lasciando alle dita il compito di raccontare ciò che accade sotto i keycap.
Sound test degli Epomaker Lilac installati sulla NuPhy Halo75 V2, per ascoltare il comportamento degli switch durante la digitazione.
È un'esperienza che personalmente sto apprezzando più di quanto avrei immaginato. Il feedback tattile rimane presente, ma non è accompagnato da quel rumore che per tanto tempo ho cercato e apprezzato in altre tastiere. E la cosa sorprendente è che non ne sento la mancanza. Anzi, questa discrezione è diventata uno dei motivi per cui continuo a preferire i Lilac agli altri switch che ho a disposizione. Naturalmente non significa che siano completamente muti: il rumore residuo dipende anche dalla tastiera, dai keycap e dalla superficie su cui si digita. Ma sulla NuPhy Halo75 V2 il risultato è sufficientemente discreto da farmi riscoprire il piacere di una tastiera meccanica che non ha bisogno di farsi sentire.
Effetto RGB
Gli Epomaker Lilac utilizzano un housing trasparente che permette alla retroilluminazione di attraversare con facilità la struttura dello switch. Una caratteristica che si traduce in un’illuminazione ben visibile soprattutto nella parte inferiore del corpo, dove il LED riesce a valorizzare il profilo traslucido senza alterare troppo la tonalità emessa. Lo stelo lilla resta percepibile, ma non interferisce in modo marcato con la resa complessiva dell’RGB.

L’effetto finale non punta tanto sull’esuberanza, quanto su una resa pulita e coerente. Con i keycap rimossi si nota bene come la luce si diffonda all’interno dello switch, mentre una volta rimontata la tastiera il beneficio resta soprattutto nella brillantezza complessiva dell’area illuminata. Non siamo davanti a uno switch progettato per stupire esclusivamente sul piano estetico, ma il comportamento con l’RGB è più che convincente e si inserisce bene nella filosofia generale dei Lilac: discreti nel suono, equilibrati nella digitazione e capaci di offrire anche un impatto visivo piacevole.
Prezzo e disponibilità
Gli Epomaker Lilac sono proposti sul sito ufficiale del produttore a 25,99 dollari per una confezione da 100 switch, un quantitativo sufficiente per sostituire tutti gli interruttori della maggior parte delle tastiere compatte, comprese quelle con layout 75% e TKL. Al momento della consultazione, il prodotto risulta ordinabile in preordine, con spedizioni internazionali e costi di consegna da verificare in fase di acquisto. Gli Epomaker Lilac sono disponibili sulla pagina ufficiale Epomaker.

Considerando l'esperienza maturata durante queste settimane, trovo che la proposta abbia un suo preciso interesse. Non soltanto per la lubrificazione di fabbrica o per la possibilità di rinnovare un'intera tastiera con una sola confezione, ma soprattutto per quella combinazione di silenziosità e risposta tattile che mi ha convinto a continuare a utilizzarli anche dopo i test. Naturalmente, il gradimento di uno switch rimane profondamente soggettivo, ma in questo caso il prezzo rende piuttosto accessibile la possibilità di sperimentare un'esperienza di digitazione differente.
Conclusioni
Gli Epomaker Lilac sono riusciti a sorprendermi più di quanto immaginassi. Dopo tanto tempo trascorso a cercare il suono perfetto, ho scoperto quanto possa essere piacevole una tastiera meccanica che quasi non si sente. Il feedback tattile, la morbidezza della pressione e quella leggera resistenza sotto le dita hanno creato un equilibrio che continuo ad apprezzare ogni giorno.mForse è soltanto una fase, forse tornerò a preferire switch più sonori. Per il momento, però, i Lilac restano montati sulla mia tastiera. E non ho alcuna fretta di sostituirli.
Verdetto PressKey
Epomaker Lilac
Gli Epomaker Lilac mi hanno conquistato con un equilibrio che non cercavo: un feedback tattile piacevole, una pressione morbida ma mai inconsistente e un rumore quasi assente. Dopo tante tastiere dal suono thocky o cremoso, il silenzio è diventato parte del piacere di scrivere. Li ho provati sulla NuPhy Halo75 V2 e, finite le prove, ho continuato a usarli per scelta. È forse questo il complimento più convincente che posso fare a uno switch.


