Quanto può cambiare una tastiera senza cambiare davvero? È una domanda meno banale di quanto sembri, soprattutto in un mercato che negli ultimi anni ha trasformato caratteristiche un tempo riservate al mondo custom in dotazione quasi ordinaria: chassis in alluminio, gasket mount, PCB hot-swap, connessioni wireless, plate flessibili e sistemi di smorzamento sempre più elaborati hanno progressivamente alzato l'asticella, rendendo molto più difficile distinguersi semplicemente mettendo insieme una buona scheda tecnica. La WOBKEY Rainy75 appartiene proprio a quella generazione di tastiere che ha contribuito ad accelerare questo processo. Quando acquistai personalmente la mia Rainy75 Pro, qualche anno fa, il modello riusciva a proporre un insieme estremamente convincente di costruzione, feeling e sound, al punto che ancora oggi è soprattutto quest'ultimo ad essermi rimasto impresso: profondo, pieno, immediatamente riconoscibile. Nel frattempo WOBKEY è cresciuta, sono arrivati nuovi prodotti, nuove soluzioni costruttive e una Crush80 capace di mostrare molto chiaramente quanto il produttore avesse imparato strada facendo.
La Rainy75 non è stata sostituita da una seconda generazione e nemmeno stravolta nel tentativo di inseguire nuove tendenze del settore. WOBKEY ha continuato a lavorare attorno a quella stessa piattaforma, proponendola in nuove configurazioni e, con la versione che ho oggi sulla scrivania, cercando di attribuirle un'identità più precisa. Si chiama Rainy75 Pro Mithril e il nome non è casuale. Il termine arriva dall'universo creato da J.R.R. Tolkien e identifica un metallo raro, leggero e resistente, dall'aspetto argentato e luminoso; persino l'etimologia richiama questa natura, con mith legato al grigio e ril alla brillantezza. La scelta assume ancora più significato considerando che una Rainy75 Silver esisteva già e, nel mio caso, era stata proprio una delle colorazioni che avevo preso in considerazione prima di acquistare la mia Electro White. Sarebbe quindi riduttivo leggere la Mithril come un semplice ritorno dell'argento con un nome più evocativo. È piuttosto il tentativo di costruire attorno a una tonalità familiare un'identità differente. E basta prenderla in mano per iniziare a capire in quale direzione WOBKEY abbia voluto muoversi.
Packaging e contenuto
La Rainy75 Pro Mithril si presenta con una confezione piuttosto sobria, in linea con l'approccio che WOBKEY ha sempre riservato a questo modello: tutto è disposto con ordine e la tastiera arriva adeguatamente protetta, senza che il packaging provi a trasformarsi in parte integrante dell'esperienza. All'interno troviamo una scheda illustrata dedicata al layout e alle principali combinazioni da tastiera, mentre la dotazione comprende il cavo USB-A/USB-C, il dongle 2.4 GHz, l'estrattore combinato per keycap e switch, alcuni switch di ricambio, la documentazione e una copertura rigida trasparente utile per proteggere la tastiera dalla polvere.




La confezione mantiene un'impostazione essenziale, accompagnando la Rainy75 Pro Mithril con tutto ciò che serve per utilizzo e manutenzione.
Non manca quindi nulla di essenziale e, allo stesso tempo, WOBKEY evita di appesantire il corredo con accessori destinati probabilmente a rimanere nella scatola. Una volta tolta la Mithril dalla confezione, del resto, l'attenzione si sposta immediatamente altrove: sulle superfici, sui materiali e soprattutto su quella particolare interpretazione del silver che rappresenta il primo vero elemento distintivo di questa versione.
Specifiche tecniche
| Specifica | WOBKEY Rainy75 Pro Mithril |
|---|---|
| Formato | 75%, ANSI, 81 tasti |
| Chassis | Alluminio CNC |
| Materiale | Alluminio 6063[1] |
| Finitura | Mithril Silver, finitura metallica satinata |
| Struttura | PCB Gasket Mount |
| Gasket | 14 dampening buds |
| PCB | Hot-swap, 1,2 mm con flex cut[1:1] |
| Plate | FR4 bianco con flex cut |
| Switch | HMX Foggy Linear (Haze), factory lubed |
| Forza iniziale | 42 ± 5 gf[2] |
| Punto di attuazione | 2,0 ± 0,4 mm[2:1] |
| Corsa totale | 3,6 ± 0,3 mm[2:2] |
| Keycap | Frosted shine-through |
| Illuminazione | RGB south-facing[1:2] |
| Smorzamento | Poron, PET, EPDM e strati foam[1:3] |
| Stabilizzatori | Plate-mounted |
| Connettività | USB-C, 2.4 GHz, Bluetooth |
| Batteria | 7.000 mAh (2 × 3.500 mAh) |
| Latenza dichiarata | 2 ms USB-C / 3 ms 2.4 GHz / 7 ms Bluetooth |
| Software | VIA / QMK dichiarato da WOBKEY |
| Pannello posteriore | Vetro temperato |
| Prezzo | 169,99 dollari, IVA inclusa |
Design e qualità
Il formato resta quello compatto e ben bilanciato che conosciamo, con cornici contenute, linee pulite e una costruzione che continua a trasmettere la sensazione di solidità che aveva contribuito al successo della prima Rainy75. È però il trattamento delle superfici a cambiare sensibilmente il modo in cui la tastiera si presenta. Il case adotta una finitura silver satinata molto più morbida rispetto al classico alluminio argentato che siamo abituati a vedere su molti modelli della stessa fascia. La luce non rimbalza sulla superficie in maniera netta, ma viene distribuita lungo lo chassis facendo emergere sfumature differenti a seconda dell'angolazione e dell'ambiente. In alcuni momenti il case appare quasi argento puro, in altri vira verso un grigio chiarissimo, mantenendo sempre quella sensazione leggermente vellutata che si percepisce anche al tatto.




In questa gallery le varie angolazioni della Mithril. Il pannello in vetro temperato cambia carattere insieme all'ambiente: quasi neutro sotto una luce controllata, molto più scenografico quando intercetta colori e riflessi.
La superficie è uniforme, piacevole sotto le dita e restituisce una sensazione più raffinata di quanto le fotografie riescano facilmente a raccontare. Non servono lavorazioni vistose o elementi decorativi particolarmente aggressivi: buona parte del carattere della Mithril nasce semplicemente dal modo in cui il materiale reagisce alla luce. I keycap frosted completano questa impostazione con una superficie semitrasparente che, anche a retroilluminazione spenta, conserva un aspetto quasi lattiginoso e si integra bene con il silver del case.
Sul retro troviamo invece il pannello in vetro temperato, probabilmente l'elemento più scenografico dell'intera costruzione. Anche qui il risultato dipende molto dalla luce: può apparire quasi neutro e specchiato oppure raccogliere riflessi più marcati, modificando sensibilmente il proprio aspetto in base all'ambiente circostante.
Keycap e illuminazione
Sono però proprio i keycap frosted a cambiare maggiormente il volto della Rainy75 Pro Mithril una volta accesa la retroilluminazione. Il materiale lascia filtrare la luce in maniera diffusa, attenuando i punti più intensi dei LED e trasformando i tasti stessi in parte del sistema luminoso. L'RGB assume così un ruolo più importante rispetto a quello puramente decorativo che ricopre su molte tastiere. Cambiando tonalità cambia anche la percezione della superficie dei keycap e, in parte, dello stesso case.

Dopo aver provato le diverse possibilità, quella che ho trovato più convincente è un azzurro molto chiaro, tendente al ghiaccio. Non perché il Mithril di Tolkien fosse azzurro, naturalmente, ma perché questa tonalità riesce a fondersi particolarmente bene con l'argento del case e con la trasparenza dei keycap, senza spezzare l'equilibrio cromatico della tastiera. Più curioso è il comportamento del bianco. Attraverso i preset richiamabili immediatamente dalla tastiera non troviamo una modalità statica che lo proponga in maniera altrettanto diretta, nonostante i LED siano perfettamente in grado di riprodurlo: tenendo premuto Fn, infatti, i tasti associati alle funzioni secondarie vengono illuminati proprio con una tonalità bianco ghiaccio.

Intervenendo maggiormente sui controlli dell'illuminazione sono riuscito a ottenere anche una resa molto vicina a quella che cercavo, ma alla fine ho continuato a preferire proprio la sfumatura azzurro ghiaccio. Sui keycap frosted produce una luce morbida e fredda, capace di valorizzare il carattere della Mithril senza trasformarla nella classica tastiera RGB multicolore. È uno di quei casi in cui l'illuminazione riesce davvero a partecipare al design del prodotto.
Switch Foggy
Bastano pochi minuti di utilizzo per ritrovare uno degli aspetti che avevano reso la Rainy75 così riuscita: il feeling di digitazione rimane morbido, piacevole e soprattutto equilibrato, senza quella ricerca esasperata del flex che caratterizza alcune soluzioni più recenti. I Foggy Linear si inseriscono bene in questa impostazione. La corsa è fluida, l'attuazione regolare e il ritorno sufficientemente pronto da mantenere la tastiera piacevole anche durante sessioni di scrittura più lunghe.

Premendo con maggiore decisione si percepisce il movimento dell'assembly, ma senza arrivare a una sensazione eccessivamente elastica o instabile. È un comportamento che lascia respirare la struttura senza far perdere precisione durante la digitazione. E, soprattutto, torna immediatamente quel carattere acustico che ricordavo. La Rainy75 Pro Mithril conserva un sound pieno, profondo e decisamente thocky, con una timbrica sorprendentemente familiare nonostante il cambio di switch, keycap e impostazione estetica. Dopo qualche anno e parecchie tastiere passate sulla scrivania, sono bastate poche battute per riconoscerla.
Struttura interna
Aprire la Rainy75 Pro Mithril significa invece ritrovare un'impostazione molto più tradizionale rispetto a quella adottata da WOBKEY sui modelli più recenti. Le due metà dello chassis sono ancora unite attraverso delle viti e, dopo averle rimosse, il top case richiede un minimo di attenzione per essere liberato completamente dall'assembly. Durante lo smontaggio mi sono inoltre imbattuto in una piccola particolarità: alcuni dei punti di fissaggio del top finiscono molto vicini agli switch e, soprattutto in fase di rimontaggio, il loro ingombro può rendere meno immediato il corretto allineamento delle due parti. Rimuovendo temporaneamente gli switch interessati, invece, il top torna in posizione senza difficoltà.

Una volta aperta, ritroviamo l'architettura che ha contribuito a definire il comportamento della Rainy75. L'assembly poggia su 14 elementi gasket distribuiti lungo il perimetro, mentre il plate in FR4 bianco presenta numerosi flex cut che lavorano insieme al PCB e agli strati di smorzamento. È proprio questa combinazione a spiegare buona parte del feeling percepito durante l'utilizzo: la struttura conserva un certo margine di movimento senza diventare eccessivamente cedevole, trovando un equilibrio che continua ancora oggi a funzionare molto bene.

Nella parte inferiore trovano posto due batterie da 3.500 mAh, insieme alla piccola daughterboard dedicata alla porta USB-C. Il collegamento con il PCB principale avviene ancora attraverso un cavo interno e, sul mio esemplare, il relativo connettore opponeva una resistenza superiore a quella che avrei considerato prudente applicare su un componente di queste dimensioni. Ho quindi preferito non forzarlo ulteriormente, rinunciando a separare completamente le due parti.
È probabilmente qui che il tempo trascorso dalla nascita della Rainy75 si avverte maggiormente. Non perché questa soluzione presenti problemi durante il normale utilizzo, ma perché nel frattempo la stessa WOBKEY ha mostrato, con prodotti come la Crush80 Reboot Pro, quanto più semplice possa diventare l'accesso all'interno attraverso sistemi catch-ball e collegamenti tramite POGO pin. Tornare a cacciavite, viti e cablaggi tradizionali non compromette la qualità della Mithril, ma rende evidente quanto questa versione rimanga legata alla struttura del progetto originale. Un aggiornamento del sistema di apertura sarebbe stato quindi particolarmente gradito. Non serviva intervenire sul plate, sui gasket o su ciò che continua a funzionare sul piano del feeling: sarebbe bastato rendere più moderno e immediato il modo in cui si accede all'interno della tastiera.
Soundtest
Una parte del carattere della Rainy75 Pro Mithril passa inevitabilmente anche dal suono, e descriverlo soltanto a parole finirebbe per restituirne un’immagine incompleta. Nel video qui sotto ho quindi raccolto l’unboxing della tastiera e una sessione di digitazione dedicata ai Foggy Linear, lasciando che sia soprattutto la registrazione a raccontarne la resa.
Unboxing e sound test della Rainy75 Pro Mithril con Foggy Linear.
È anche un’occasione per osservare più da vicino la finitura silver satinata, i keycap frosted e il modo in cui l’illuminazione attraversa il materiale durante l’utilizzo.
Connettività, autonomia e VIA
Sul fronte della connettività la Rainy75 Pro Mithril continua a offrire tutto quello che ci si aspetta da una tastiera moderna: collegamento USB-C, wireless 2.4 GHz e Bluetooth, con la possibilità di memorizzare fino a tre dispositivi attraverso quest'ultima modalità. Il passaggio fra le diverse connessioni avviene tramite Fn + Tab; anche utilizzando il cavo è necessario selezionare la modalità Wired fino a portare l'indicatore su Esc, mentre un effetto luminoso rotante conferma l'avvenuta connessione. È un sistema semplice una volta presa familiarità, anche se meno immediato del solo collegamento fisico del cavo. Durante l'utilizzo non ho comunque riscontrato instabilità o comportamenti anomali tali da condizionare l'esperienza.

WOBKEY fornisce valori di latenza distinti per ciascuna modalità di connessione. Non si tratta di misurazioni effettuate da PressKey, ma dei dati dichiarati dal produttore, che riporto qui come riferimento.
| Modalità di connessione | Latenza dichiarata |
|---|---|
| USB-C | 2 ms |
| Wireless 2.4 GHz | 3 ms |
| Bluetooth | 7 ms |
I 7.000 mAh complessivi garantiti dalle due batterie rappresentano una capacità generosa per una tastiera di queste dimensioni, anche se l'autonomia reale varia inevitabilmente in base alla modalità di connessione e soprattutto all'utilizzo dell'illuminazione RGB.

Più interessante, almeno sulla carta, è il supporto a QMK/VIA, che dovrebbe permettere di intervenire su layout, rimappatura dei tasti e funzioni senza passare attraverso un software proprietario. Nel mio caso, però, VIA riconosce correttamente la Rainy75 come dispositivo HID ma non riesce a trovare una definizione V3 compatibile, impedendomi al momento di accedere alla configurazione. La documentazione WOBKEY richiede il caricamento manuale del JSON corrispondente alla specifica revisione della tastiera, ma non ho trovato un riferimento esplicito alla versione Mithril. Ho quindi preferito non procedere per tentativi e contattare direttamente il supporto WOBKEY. Aggiornerò questo passaggio non appena avrò indicazioni più precise.


Chrome rileva correttamente la Rainy75 come dispositivo HID, ma VIA non trova una definizione V3 compatibile impedendo l'accesso alla configurazione.
Certezze e Dubbi
| ✅ Certezze | ❌ Dubbi |
|---|---|
| Finitura silver satinata molto riuscita | Apertura ancora tramite viti |
| Keycap frosted ben integrati nel design | Cablaggio interno poco pratico |
| Sound pieno e profondo | Manca un preset bianco immediato |
| Feeling morbido ma controllato | |
| Ottima solidità costruttiva | |
| Connettività completa | |
| Batteria da 7.000 mAh | |
| Supporto QMK/VIA |
Conclusioni
La Rainy75 Pro Mithril si trova in una posizione particolare. Non è una seconda generazione, non prova a riscrivere il progetto originale e non nasconde nemmeno troppo le proprie radici. WOBKEY ha scelto invece di intervenire dove poteva cambiare maggiormente la percezione del prodotto senza alterarne il carattere. Il risultato è una tastiera che riesce contemporaneamente a sembrare familiare e diversa.

La finitura silver satinata, i keycap frosted, gli switch Foggy e il pannello in vetro temperato costruiscono un'identità visiva molto più precisa, mentre sotto le dita continuano a emergere il feeling e soprattutto quel sound che avevano reso la Rainy75 così riconoscibile. A 169,99 dollari, il posizionamento non è certo quello di una tastiera entry-level, ma la qualità dei materiali, la dotazione completa e il lavoro svolto sulla caratterizzazione estetica rendono la proposta ancora competitiva, soprattutto per chi cerca una 75% già pronta all'uso e con una personalità ben definita.

Dopo anni, nuovi modelli e parecchie tastiere passate sulla scrivania, la Rainy75 riesce ancora a restituire una sensazione immediatamente familiare e, soprattutto, ancora piacevole. La Mithril non prova a trasformarla in qualcosa che non è: costruisce attorno a quella formula un'identità nuova, lasciando intatto ciò che aveva funzionato fin dall'inizio. E, a giudicare dal risultato, la Rainy75 aveva ancora qualcosa da dire!
Verdetto PressKey
WOBKEY Rainy75 Pro Mithril
La Rainy75 Pro Mithril non reinventa una piattaforma ormai conosciuta, ma riesce a darle un'identità nuova attraverso una finitura particolarmente riuscita, keycap frosted e una resa luminosa molto caratteristica. Feeling e sound restano fra i suoi punti di forza, mentre alcune soluzioni interne iniziano inevitabilmente a mostrare l'età del progetto.


