Quando un set di keycap punta così tanto sull'estetica, il rischio è che tutto il resto finisca immediatamente in secondo piano. Con gli Opal Kitty, però, KiiBOOM ha scelto qualcosa di un po' più particolare del semplice tema dedicato ai gatti. Sotto le numerose illustrazioni troviamo infatti keycap realizzati in policarbonato, profilo MAO e soprattutto una particolare finitura perlata che cambia sensibilmente aspetto in funzione della luce. Il risultato è un set difficile da giudicare attraverso una singola fotografia.
Rosa, azzurro, acquamarina, crema e lilla si alternano senza mai diventare particolarmente saturi, mentre la superficie restituisce riflessi che ricordano effettivamente quelli di una pietra opale. E naturalmente ci sono i gatti 🤩. Parecchi. Non soltanto piccoli novelty inseriti qua e là: KiiBOOM ha distribuito il tema su Spacebar, Shift, Enter, Backspace, Caps Lock e numerosi tasti secondari, introducendo anche alcuni keycap dalle forme decisamente insolite. Il set completo comprende 136 keycap, pensati per adattarsi a buona parte delle configurazioni ANSI più diffuse.
Confezione e contenuto
Già dalla confezione KiiBOOM fa capire che gli Opal Kitty non vogliono presentarsi come il classico set di keycap. Al posto della tradizionale scatola troviamo infatti un packaging quasi da confezione regalo: squadrata, colori pastello, una grande illustrazione sul frontale e perfino una maniglia in nastro rosa satinato. L'impressione è più vicina a quella di un piccolo accessorio da collezione che a quella di un componente per tastiera.




La confezione e i tray interni degli Opal Kitty: il set comprende numerosi modifier, novelty e tasti alternativi per personalizzare diversi layout ANSI.
È una scelta puramente estetica, certo, ma perfettamente coerente con il carattere dell'Opal Kitty e la stessa attenzione continua anche nell'organizzazione dei keycap. I 136 elementi sono distribuiti in tre tray rigidi rosa semitrasparenti, anziché nelle più comuni vaschette trasparenti o nere. Alfanumerici, modifier, alternative per diversi layout, novelty e spacebar sono tutti copri tasti che rimangono ordinati e facilmente identificabili. Terminato il montaggio, i tray diventano inoltre un contenitore pratico nel quale conservare tutto ciò che non abbiamo utilizzato. Ah, nella confezione è presente anche un keycap puller, alloggiato direttamente insieme ai keycap.
Design e finitura
L'elemento che colpisce maggiormente dal vivo è inevitabilmente la superficie, KiiBOOM utilizza una finitura madreperlata che reagisce alla luce in maniera piuttosto evidente. Inclinando i keycap o modificando l'incidenza della luce compaiono riflessi, particolarmente visibili lungo le superfici curve e sui tasti di dimensioni maggiori.

È uno di quegli effetti che le fotografie riescono a mostrare soltanto in parte, in luce naturale le tonalità rimangono molto delicate e il set assume un aspetto quasi lattiginoso; spostandosi invece verso un'illuminazione più diretta, la componente perlata diventa molto più evidente. Al tatto la superficie risulta piacevole, la sensazione è abbastanza diversa rispetto a quella restituita da un classico set PBT opaco: qui abbiamo qualcosa di più liscio, compatto e quasi “pieno” sotto le dita.
Base installazione
Per provare gli Opal Kitty ho deciso di montarli sulla LEOBOG Hi8 con case in alluminio bianco satinato. La scelta è stata volutamente semplice: utilizzare una tastiera che visivamente potesse quasi scomparire. Un case particolarmente colorato avrebbe rischiato di entrare in competizione con rosa, lilla, azzurro e verde acqua dei keycap.

Il bianco freddo della Hi8, invece, si comporta come una sorta di cornice neutra e permette alla palette dell'Opal Kitty di emergere senza aggiungere ulteriori dominanti cromatiche. La tastiera cambia completamente identità e la finitura satinata dell'alluminio si sposa particolarmente bene con quella perlata dei keycap.
Profilo MAO
Una volta montati, però, arriva la parte realmente interessante: utilizzarli, ed è proprio iniziando a scrivere parte di questa recensione con gli Opal Kitty che mi sono reso conto di quanto il profilo MAO restituisca una sensazione tanto diversa rispetto ai classici Cherry ai quali sono maggiormente abituato.

I keycap presentano forme molto morbide e arrotondate, la parte superiore mantiene una certa curvatura, ma il dito non viene accolto all'interno del tasto nello stesso modo di un Cherry. La sensazione che ho avuto nei primi minuti è stata piuttosto particolare. Sotto le dita sembra infatti quasi di avere un'unica grande superficie composta da tanti piccoli elementi, più che una successione di keycap nettamente separati tra loro. Voglio dire, ovviamente ogni tasto conserva la propria forma e la propria escursione, ma passando velocemente da uno all'altro durante la scrittura si percepisce una certa continuità.
È quasi come avere davanti una grande piastra e premere, di volta in volta, una sua piccola porzione. Può sembrare una descrizione strana 😅, ma è probabilmente quella che meglio riassume ciò che ho percepito durante le prime sessioni di digitazione.
Un dettaglio: F e J
C'è però una caratteristica che mi è saltata immediatamente all'occhio, o meglio alle dita e cioè che sui tasti F e J non sono presenti i tradizionali riferimenti tattili. Sono quei piccoli rilievi che sulle tastiere tradizionali permettono di ritrovare la posizione corretta delle mani senza dover guardare verso il basso.

Chi scrive utilizzando regolarmente la posizione standard delle dita probabilmente li cerca in maniera quasi automatica. Io stesso me ne sono accorto immediatamente, durante la digitazione, soprattutto quando sposto le mani e successivamente torno sulla posizione di partenza, manca quel piccolo riferimento che consente di capire istantaneamente se indice sinistro e destro sono tornati rispettivamente su F e J. Trovo che sia un dettaglio che secondo me va segnalato perché può incidere maggiormente su chi scrive molto e si affida alla memoria tattile.
Come si comportano durante la scrittura
Superato il primo momento di adattamento, devo però ammettere che la digitazione è risultata più naturale di quanto mi aspettassi. Nonostante sia una delle poche volte in cui utilizzo per un periodo abbastanza lungo keycap con questo tipo di profilo, non ho registrato un aumento particolare degli errori. I tasti si lasciano premere con facilità e, soprattutto, restituiscono una piacevole sensazione di corposità.
Rispetto ai keycap installati originariamente sulla LEOBOG Hi8, gli Opal Kitty mi danno l'impressione di rendere ogni pressione leggermente più consistente. È difficile isolare completamente il contributo dei keycap da quello della tastiera — la Hi8 è già una base che dal punto di vista acustico si presta molto bene — ma passando da un set all'altro la sensazione di pienezza cambia.
Non definirei però il MAO come il profilo che improvvisamente sostituirebbe il Cherry nelle mie tastiere quotidiane. Personalmente continuo a preferire una forma superiore che accompagni maggiormente il dito e che mi faccia percepire in maniera più netta il centro del singolo tasto. Con gli Opal Kitty non ho quindi avuto quel feedback immediato del tipo “questo è esattamente il profilo che cercavo”, ma è altrettanto vero il contrario: non ho avvertito alcuna vera difficoltà nell'utilizzarli.
Novelty e dettagli
Esteticamente è difficile non soffermarsi sui novelty, i tasti dedicati alle frecce direzionali sono probabilmente tra i più particolari dell'intero set: la loro forma interrompe completamente la geometria tradizionale dei keycap circostanti e diventa immediatamente riconoscibile.

Molto riusciti anche i tasti che richiamano direttamente il muso e la zampa del gatto. La cosa che apprezzo maggiormente, però, è che KiiBOOM non abbia confinato tutta la componente grafica in quattro novelty isolati. Spacebar, Enter, Shift, Backspace e numerosi modifier contribuiscono a costruire il tema complessivo della tastiera.
RGB: una sorpresa
Gli Opal Kitty non utilizzano le classiche legende shine-through, ma questo non significa che l'RGB rimanga nascosto, anzi sulla Hi8 la luce riesce a insinuarsi tra i keycap e lungo la loro base, creando un alone piuttosto evidente. Con la stanza illuminata l'effetto rimane discreto e serve soprattutto a sottolineare le forme dei singoli keycap.


Gli Opal Kitty con RGB acceso: più discreto con luce ambientale, molto più evidente quando la stanza è meno illuminata.
Riducendo invece la luce ambientale, la tastiera cambia completamente aspetto, l'RGB diventa molto più presente, si riflette sulle superfici chiare e interagisce con la finitura madreperlata, mantenendo comunque leggibili decorazioni e legende. Con alcune colorazioni RGB si ottiene quasi l'impressione che la parte inferiore dei keycap sia illuminata dall'interno.
Conclusioni
Gli Opal Kitty sono un set che punta forte sulla personalità. Palette pastello, finitura madreperlata, novelty a tema felino e profilo MAO lavorano tutti nella stessa direzione, creando qualcosa di molto riconoscibile sia alla vista sia sotto le dita. Il feeling in digitazione è diverso dal classico Cherry e richiede un minimo di adattamento, soprattutto per l’assenza dei riferimenti tattili su F e J. Allo stesso tempo, però, i keycap restituiscono una buona sensazione di compattezza e pienezza, mentre la finitura interagisce molto bene con luce naturale e retroilluminazione.

i KiiBOOM Opal Kitty sono acquistabili sul sito ufficiale al prezzo di 39,99 dollari. Non è il set che sceglierei per una tastiera volutamente sobria o per il mio utilizzo quotidiano, ma è proprio questo il punto: gli Opal Kitty non cercano di essere neutri. Cercano di trasformare la tastiera, e ci riescono. Montati sulla LEOBOG Hi8 bianca hanno cambiato completamente il carattere della tastiera, dimostrando che a volte un set di keycap non serve soltanto a cambiare colore, ma può diventare il vero elemento centrale dell’intero setup.


