Nel mondo delle tastiere meccaniche c’è un momento in cui si passa dalla semplice curiosità alla voglia di costruire qualcosa di più personale e non per forza una tastiera estrema, complicata o piena di modifiche. È sufficiente una base solida su cui scegliere switch, keycaps, configurazione e piccoli dettagli in base al proprio gusto e dal mio modo di vedere le cose, la Akko Mineral 01 VIA DIY Kit nasce esattamente con questa idea. Non una tastiera già pronta da tirare fuori dalla scatola e subito pronta, ma un keyboard kit barebone pensato per chi vuole assemblare la propria tastiera partendo da una struttura già molto completa.

La versione che ho ricevuto da Akko è la Mineral 01 VIA DIY Kit White, quindi nella colorazione bianca con finitura E-coating e trovo importante chiarirlo subito, perché la famiglia Mineral 01 comprende più varianti: il kit DIY, disponibile in bianco o nero, e la versione VIA Fully Assembled, già completa di switch e keycaps. Nel caso del kit DIY, invece, switch e keycaps non fanno parte della configurazione base, Akko fornisce il corpo della tastiera, la struttura interna, gli stabilizzatori, il supporto VIA e tutto ciò che serve per iniziare a personalizzare la propria configurazione. 

Insieme alla tastiera ho ricevuto anche gli Akko Creamy Yellow U1, switch lineari che userò proprio per questa build e che analizzeremo insieme nel paragrafo dedicato agli switch. È una combinazione interessante, che ci permetterà di valutare la Mineral 01 in maniera più completa, come base concreta per una tastiera da scrittura, gaming e uso di tutti i giorni in genere.

Prima di parlare di design, suono e qualità costruttiva, vale la pena chiarire bene cosa stiamo recensendo. La Akko Mineral 01 VIA DIY Kit non è la versione già assemblata della Mineral 01, ma un kit barebone. Questo significa che nella confezione troviamo la base della tastiera pronta per essere allestita come meglio si preferisce, proprio perchè non sono presenti switch e keycaps. Akko lo specifica chiaramente anche nella pagina prodotto: gli switch e i keycaps mostrati nelle immagini del kit sono solo a scopo illustrativo e non fanno parte della versione DIY. 

Packaging e contenuto

La scatola esterna riprende subito il nome Mineral 01, mostra frontalmente il barebone nella colorazione bianca e chiarisce la natura del prodotto, perché già dal packaging Akko comunica che siamo davanti a una base da completare, non a una tastiera pronta all’uso. All’interno la tastiera è protetta da una cover traslucida con logo Akko e da un imballo in foam che la tiene ben ferma e protetta. La presentazione è pulita, il kit arriva separato dalla scatola accessori, considerando il peso e il case in alluminio, è una scelta necessaria, perché la Mineral 01 non è una tastiera leggera e il packaging deve proteggerla da urti e movimenti durante il trasporto.

Il contenuto è piuttosto ricco per un kit barebone, nella confezione troviamo il corpo della tastiera, la dust cover, il manuale, il cavo USB-C, il ricevitore 2.4 GHz, il keycap puller, switch puller, stabilizzatori aggiuntivi con tanto di viti perche questi appunti vanno avvitati. Mi piace che Akko abbia incluso sia gli stabilizzatori già installati sia quelli screw-in aggiuntivi. Per un utente meno esperto, la tastiera è già pronta per essere completata senza dover intervenire subito sugli stabilizzatori e per chi invece vuole sperimentare o rifinire la build, la presenza degli stabilizzatori aggiuntivi lascia più margine di personalizzazione.

Specifiche tecniche

Design e materiali

Appena tolta dalla confezione, la Mineral 01 dà una sensazione piuttosto chiara, corpo pesante, rigido, compatto, un case in alluminio che trasmette un'ottima sensazione di pienezza che spesso si cerca quando si entra nel mondo delle tastiere custom. La colorazione bianca di questa unità, è una delle cose che più caratterizza il kit, una finitura pulita e uniforme, ottenuta tramite E-coating. Il risultato è molto minimale e proprio perché la base è così neutra, lascia parecchio spazio alla personalizzazione: con keycaps chiari può diventare una build molto elegante, mentre con set più colorati può cambiare completamente carattere.

Nel mio caso ho scelto dei keycaps con una finitura mista, tra trasparente e opaco. Non era una scelta prevista in partenza, ma è nata proprio dalle sensazioni che il kit mi ha dato appena tolto dalla scatola: la Mineral 01 White ha linee pulite, angoli particolari e un’estetica quasi “minerale”, e mi sembrava interessante accompagnarla con un set capace di far emergere questa parte più luminosa e materica, senza coprirla troppo.

Il formato è un 75%, quindi una via di mezzo che personalmente continuo a trovare molto sensata, si rinuncia al tastierino numerico, ma si mantengono la riga funzione, le frecce direzionali e una piccola colonna di tasti sulla destra. Per chi scrive, lavora al computer o usa la tastiera tutti i giorni, è un layout che permette di risparmiare spazio senza rendere l’esperienza troppo sacrificata. Akko la presenta proprio come una tastiera compatta ma ancora funzionale per l’uso quotidiano, e secondo me il punto è centrato.  

Il profilo laterale mette in evidenza le linee dello chassis e la caratteristica curvatura della Mineral 01 White.

vGuardandola meglio, però, si nota che la Mineral 01 ha linee leggermente più scolpite, con un profilo curvo sui lati che le dà un aspetto più lavorato con dettagli che la rendono riconoscibile: gli angoli lucidi, la zona del nameplate Akko, la costruzione molto pulita attorno al plate e quella sensazione generale da kit pensato per essere guardato anche prima ancora di essere rifinito con quello che manca per il primo utilizzo. Una volta sulla scrivania, il peso fa la sua parte. La Mineral 01 non si muove, non flette, non dà mai l’impressione di essere un prodotto leggero, anzi la versione barebone pesa circa 1,9kg, mentre la variante fully assembled sale a circa 2,1 kg, numeri che spiegano bene perché, prendendola in mano, sembri più vicina a un blocco di alluminio che a una tastiera meccanica tradizionale.  

Ergonomia

Il layout della tastiera è un 75%, una disposizione che si capisce bene osservando l’immagine qui sotto: la tastiera rinuncia al tastierino numerico, ma conserva la riga funzione, le frecce direzionali e una piccola colonna laterale di tasti. È un formato che riduce l’ingombro senza costringere a troppe rinunce, soprattutto per chi usa la tastiera per scrivere, lavorare e gestire attività quotidiane al computer.

La mia unità è in layout ANSI, quindi manca la disposizione italiana ISO con Invio verticale e tasti accentati fisici, dettaglio da considerare prima dell’acquisto, perché chi scrive molto in italiano potrebbe aver bisogno di un periodo di adattamento. Chi invece usa già tastiere ANSI, o alterna spesso italiano e inglese, si troverà in un territorio decisamente più familiare.

Sul piano ergonomico, la Mineral 01 ha una sola inclinazione fissa di 8 gradi, non regolabile, no, non ci sono piedini posteriori per modificare l’angolo, quindi bisogna accettare la posizione scelta. Nel mio caso l’inclinazione non è risultata eccessiva, ma resta una caratteristica da segnalare, soprattutto per chi preferisce tastiere molto piatte o ama regolare manualmente l’altezza posteriore.

Angolo di inclinazione fissa di 8 gradi della Mineral 01, nella foto il lato sinistro della tastiera.

Il design curvo dello chassis merita invece una precisazione, perchè la curva riguarda il corpo esterno della tastiera e contribuisce soprattutto alla sua identità estetica; durante la digitazione, plate e PCB restano tradizionali e non si avverte una superficie curva sotto le dita. Personalmente lo considero un bene: una curvatura reale sul piano di digitazione sarebbe una scelta molto più particolare e, almeno per il mio modo di usare una tastiera, probabilmente poco naturale.

Assemblaggio e struttura

La Mineral 01 è un kit barebone, quindi il momento dell’assemblaggio fa parte senza alcun dubbio dell’esperienza. Appena la tiri fuori dalla scatola viene abbastanza naturale iniziare a immaginare che tipo di build potrebbe diventare. Switch lineari o tattili, keycaps chiari o più scenografici, suono più asciutto o più morbido: la tastiera arriva già con una sua identità, ma lascia ancora molto spazio a chi la deve completare. La parte più comoda è che non bisogna saldare nulla, il PCB è hot-swap e supporta switch 3-pin e 5-pin, quindi basta inserire gli switch negli alloggiamenti e poi montare i keycaps scelti.

Akko ha scelto anche una struttura abbastanza amichevole per chi vuole andare oltre il semplice montaggio degli switch. La Mineral 01 usa un sistema di apertura rapida con ball-catch design, quindi il case può essere aperto senza il classico giro di viti che spesso rende più noioso intervenire su una tastiera. È una scelta sensata con l’idea di un kit pensato per essere modificato, provato e riaperto nel tempo, e in questo senso rende l’esperienza meno rigida rispetto a molte tastiere meccaniche che richiedono viti, cacciavite, attenzione e pazienza.

Detto questo, è bene chiarire che qui la presenza del ball-catch rende più immediata la separazione della parte superiore del case, ma questo non significa che l’accesso interno sia completamente libero o istantaneo. Una volta aperta, infatti, la tastiera non usa un sistema con pogo pin per collegare in modo rapido PCB, batteria e area del connettore USB-C: ci sono comunque dei cavi da gestire, aspetto questo che richiede attenzione e tempo proprio perche tra tutti, è un passaggio molto delicato.

Questo cambia un po’ la percezione del sistema adottato, perchè se l’obiettivo è cambiare switch o keycaps, non serve aprire la tastiera: si può fare direttamente dall’alto, con il kit chiuso. Se invece si apre il case, di solito è perché si vuole arrivare alla struttura interna, intervenire sugli strati di insonorizzazione o modificare la resa acustica. Ed è proprio lì che la presenza dei cavi riduce in parte o del tutto, il vantaggio dell’apertura rapida.

Detto questo, spostiamoci all’interno dove troviamo una struttura gasket mount con PORON plate foam, una combinazione che punta a rendere la digitazione più controllata e il suono meno vuoto. Non è una scelta rara nel mondo custom, ma su un kit di questo tipo ha senso perché dà subito una base più rifinita, senza obbligare l’utente a intervenire con modifiche immediate. A completare la struttura troviamo un plate in FR4, un materiale molto apprezzato nel mondo delle tastiere custom perché riesce a trovare un buon equilibrio tra rigidità e una leggera elasticità durante la digitazione. Rispetto a un plate in alluminio, l'FR4 restituisce generalmente una risposta meno secca e contribuisce a un suono più controllato, qualità che sulla Mineral 01 si sposano bene con l'impostazione generale del kit.

Stabilizzatori

Gli stabilizzatori sono già montati, mentre nella confezione sono presenti anche stabilizzatori screw-in aggiuntivi, così chi vuole può spingersi un po’ più avanti nella personalizzazione. Un dettaglio che merita importanza perché non è una dotazione così scontata come potrebbe sembrare e, soprattutto, non lo è la compatibilità del PCB con questa tipologia di stabilizzatori. Molti keyboard kit o tastiere pronte all'uso, di questa o fascia di gran lunga superiore, adottano esclusivamente stabilizzatori plate-mount oppure non permettono affatto l’installazione di modelli a vite. La Mineral 01, invece, lascia questa possibilità all’utente, offrendo una base più aperta anche a chi desidera affinare ulteriormente la propria build.

I quattro stabilizzatori con installazione per PCB a vite, in dotazione extra nella confezione della Mineral 01.

Gli stabilizzatori screw-in devi sapere che hanno il vantaggio di essere fissati direttamente al PCB, garantendo generalmente una maggiore stabilità e riducendo il rischio di piccoli giochi o vibrazioni sui tasti più grandi, come barra spaziatrice, Enter, Shift e Backspace. Sono anche la scelta preferita da molti appassionati di tastiere custom perché rappresentano un’ottima base per eventuali interventi di lubrificazione o modding.

Switch e keycaps

Per completare questa build ho utilizzato gli Akko Creamy Yellow U1, switch lineari che Akko mi ha inviato insieme alla Mineral 01. Li sto usando da oltre una settimana come unica configurazione su questa tastiera, quindi non si tratta di una prova veloce fatta giusto per completare l’articolo: sono stati gli switch con cui ho scritto, lavorato e usato la tastiera ogni giorno 😇.

Creamy Yellow U1 Switch (Linear, 100pcs)
Akko Creamy Yellow U1 linear switches feature a new POM blend, 45g actuation force, reduced spring ping, smooth travel, and a satisfying low-pitched thock for custom mechanical keyboards.

La sensazione generale è molto piacevole. Gli U1 non sono switch lineari scorrevoli, abbastanza leggeri da non affaticare e con una corsa che rimane sempre controllata. Dopo diverse ore di digitazione non li ho trovati stancanti, e questo per me è un punto importante, perché una tastiera può anche suonare bene nei primi minuti, ma poi deve restare comoda quando ci si passa davvero del tempo.

Ho voluto aprire uno switch per mostrare meglio la sua costruzione interna, perché spesso ci si limita a descrivere uno switch solo attraverso la sensazione sotto le dita. Dentro troviamo la struttura con molla a singolo stadio e stelo. È una scelta adatta con il comportamento degli U1: la pressione non cambia carattere durante la corsa, non c’è un punto di resistenza marcato. Il movimento è continuo, ed è proprio questa regolarità a renderli facili da usare nella scrittura.

Grafico della corsa forza dello switch - Fonte: Akko

Il grafico forza-corsa aiuta a leggere gli Akko Creamy Yellow U1 da un altro punto di vista. Il punto di attuazione e il punto di fine corsa permettono di visualizzare quello che poi si sente scrivendo: uno switch lineare, regolare, senza sorprese lungo la discesa. È uno di quei casi in cui il dato tecnico non racconta qualcosa di diverso dall’esperienza reale, ma la conferma. Gli U1 risultano immediati, fluidi e abbastanza prevedibili da diventare naturali dopo poco tempo.

Nella foto gli switch Creamy Yellow U1 installati sulla Mineral 01

Un dettaglio che ho apprezzato molto è la presenza del diffusore di luce integrato nello switch. Può sembrare un elemento secondario, ma su una build con RGB attivo contribuisce davvero alla resa finale. Nelle foto della Mineral 01 senza keycaps si vede bene come la luce venga distribuita sotto la superficie dei tasti e non resti concentrata solo attorno al LED. Considerando che questa tastiera ha anche un’identità estetica molto legata alla luce, agli angoli traslucidi e alla pulizia del case bianco, è un particolare che si nota più di quanto mi aspettassi.

Dettaglio del diffusore di luce presente sugli switch Akko Creamy Yellow U1

Per questa build ho usato keycaps misti tra trasparente e opaco, una scelta nata più dall’identità della Mineral 01 White che da un’idea puramente estetica. La finitura dei keycaps lascia dialogare meglio il bianco del case, la luce RGB e il diffusore integrato degli switch, aiutando a rendere più evidente il lavoro fatto dagli U1 sulla distribuzione della luce. Naturalmente il feeling finale non dipende solo dallo switch, ma anche dal profilo e dal materiale dei keycaps scelti; in questo caso, però, la combinazione mi è sembrata coerente sia alla vista sia durante la digitazione.

Dentro la Mineral 01, questi switch funzionano bene perché non provano a sovrastare il carattere del kit, la tastiera ha una struttura solida, un’impostazione abbastanza ferma e una resa sonora che può cambiare molto in base alla build scelta. Gli U1 la accompagnano in modo fedele, restituendo una digitazione morbida, pulita e assolutamente piacevole.

Sound typing

Ho registrato una prova di digitazione per darvi un'idea di come si sentono durante una digitazione. Ho usato un iPhone Pro e il set di microfono Hollyland Lark M1. Tutto stock, nessuna modifica apportata alla tastiera.

Sound test digitazione

Esperienza di digitazione

Una volta completata la build, la Mineral 01 cambia natura, l'attesa è finita e diventa finalmente una tastiera vera, con un carattere abbastanza definito e, soprattutto, molto piacevole da usare. La digitazione con gli Akko Creamy Yellow U1 è fluida e relativamente leggera, si lasciano premere senza incontrare resistenze particolari, il ritorno è rapido e la tastiera mantiene una buona sensazione di controllo anche quando si aumenta il ritmo. Non ho avvertito quella stanchezza che a volte capita con switch troppo rigidi, e questo rende la build adatta anche a sessioni più lunghe di scrittura, non solo a qualche test veloce.

Dettaglio dei 12 punti di guarnizione installati nel plate FR4 della Mineral 01

Sul piano sonoro, la Mineral 01 restituisce un suono piuttosto composto, la struttura gasket mount e la presenza del PORON plate foam aiutano a contenere il rumore interno, evitando la sensazione vuota o metallica che su alcuni case in alluminio può diventare fastidiosa. Il risultato non è una tastiera estremamente clacky, ma nemmeno una build troppo ovattata: il suono resta presente, pulito, con una nota morbida che accompagna bene il tipo di switch scelto.

È chiaro che trattandosi di un kit, la resa finale può cambiare anche di molto in base ai componenti installati. Con switch diversi, keycaps più spessi o un set dal profilo differente, la Mineral 01 potrebbe assumere un carattere più brillante, più profondo o più asciutto. La base però mi sembra ben impostata: non forza una sola direzione sonora, al contrario sembra offrire una struttura su cui poter costruire la propria preferenza con estrema libertà. Nel mio caso, con i Creamy Yellow U1 e i keycaps in ABS installati, la tastiera ha trovato un equilibrio che ho trovato molto adatto con il suo aspetto. Non è una build estrema ma restituisce una digitazione piacevole per quelli che sono i miei gusti personali.

VIA, connessioni e batteria

La Mineral 01 non è solo un kit da assemblare e lasciare sulla scrivania. Una parte importante della sua identità passa anche dal supporto VIA, che permette di rimappare i tasti e personalizzare la tastiera senza entrare in procedure troppo complicate. È uno di quegli aspetti che nel tempo fanno la differenza, soprattutto se si vuole adattare il layout al proprio modo di lavorare.

Schermata VIA web della configurazione della tastiera.

Sul fronte delle connessioni, Akko offre la combinazione che ormai ci si aspetta da una tastiera moderna di questo livello: USB-CBluetooth 5.0 e wireless 2.4 GHz tramite ricevitore incluso. In modalità cablata e 2.4 GHz il polling rate arriva a 1000 Hz, mentre in Bluetooth si ferma a 125 Hz. è una differenza tecnica che Per la scrittura non cambia molto la vita, ma può interessare a chi usa la tastiera anche per giocare o vuole la risposta più stabile possibile, soprattutto considerate le prestazioni menzionate.

Modalità Polling rate Latenza dichiarata
USB-C 1000 Hz n/a
2.4 GHz 1000 Hz n/a
Bluetooth 5.0 125 Hz n/a

Akko ha pensato anche a una batteria da ben 8000 mAh, valore piuttosto generoso per una tastiera meccanica wireless. Durante la mia prova l’autonomia non mi ha dato reali preoccupazioni, ma ho notato un comportamento un po’ particolare nella lettura della carica residua. Dopo aver lasciato la tastiera in carica per tutta la notte, l’ho collegata al MacBook Pro via Bluetooth e l’ho iniziato ad usare. Dopo circa quindici minuti con RGB attivo a luminosità media, macOS indicava il 98% di batteria residua.

Nella foto, le due batterie da 4000 mAh ciascuna.

Da quel momento ho scelto di spegnere gli RGB, non per necessità, ma perché la combinazione tra case bianco, linee della Mineral 01 e keycaps misti opachi/trasparenti mi ha convinto a usarla in una configurazione più pulita, senza illuminazione. Nei quattro giorni successivi l’ho usata in modo abbastanza intenso, sempre via Bluetooth e con RGB spento, ma la percentuale è rimasta ferma al 98%. Anche il controllo tramite tastiera, con la combinazione Fn + Space e l’indicazione luminosa sui tasti numerici, sembrava confermare una carica praticamente invariata.

La percentuale si è aggiornata in modo più evidente solo quando ho riattivato gli RGB al quarto giorno: dopo circa dieci minuti con illuminazione accesa, il Mac indicava 94%. Non so se considerarlo un problema di autonomia, o più un comportamento da segnalare nella lettura della batteria. La sensazione è che, almeno nella mia prova, la percentuale residua non venga sempre aggiornata in modo progressivo durante l’uso a RGB spento, oppure che macOS e tastiera non siano sempre perfettamente allineati nel restituire il dato.

Il dubbio che resta è proprio questo: con RGB spento la Mineral 01 consuma davvero pochissimo, quasi nulla, oppure la percentuale viene aggiornata in modo poco progressivo? E quando si accendono gli RGB, il consumo aumenta davvero così tanto o la tastiera sta semplicemente aggiornando un dato rimasto fermo per giorni? Non ho avuto problemi concreti di autonomia, ma la lettura della carica residua mi è sembrata poco lineare.

RGB

La retroilluminazione della Mineral 01 è affidata a LED RGB south-facing, quindi orientati verso la parte frontale dello switch. È una scelta sensata su un kit di questo tipo, perché migliora la compatibilità con diversi set di keycaps e aiuta la luce a distribuirsi in modo più naturale sotto i tasti. Akko dichiara anche la presenza di RGB integrato e laterale, con effetti personalizzabili tramite VIA.  Sulla versione White, l’RGB funziona bene perché trova una base molto luminosa: case bianco, angoli traslucidi e keycaps misti opachi/trasparenti aiutano a creare un effetto diffuso, più morbido che aggressivo.

Senza switch e keycaps è possibile osservare la distribuzione dell'illuminazione RGB south-facing su tutta la tastiera.

Detto questo e senza nulla togliere, la Mineral 01 mi è piaciuta molto anche a RGB spento. La combinazione tra case bianco, linee curve dello chassis e keycaps opachi/trasparenti ha già una sua identità forte. L’illuminazione aggiunge carattere, ma non è indispensabile per far funzionare l’estetica della build.

Prezzo e posizionamento

La Akko Mineral 01 VIA DIY Kit è proposta sul sito ufficiale a 170 euro IVA inclusa, con spedizione gratuita. È un prezzo che va valutato tenendo presente la natura del prodotto: si acquista un keyboard kit, quindi una base da completare con switch e keycaps, componenti che incidono inevitabilmente sul costo finale della build. 

Mineral 01 VIA DIY Kit
Build your custom mechanical keyboard with the Mineral 01. Featuring a durable aluminum case, QMK/VIA compatibility, tool-free Rapid Assembly and Disassembly, for effortless customization.

Nonostante questo, considero il posizionamento della Mineral 01 coerente con ciò che offre, la qualità costruttiva, il case in alluminio CNC, il supporto VIA, la connettività tri-mode e le possibilità di personalizzazione la collocano in una fascia rivolta a chi desidera costruire una tastiera su misura, partendo da una base già molto curata. Non è un acquisto pensato per chi cerca una tastiera pronta all’uso, ma per chi vuole investire in un kit capace di accompagnare nel tempo l’evoluzione della propria build.

Conclusioni

La Mineral 01 è uno di quei prodotti che, almeno nel mio caso, ha saputo convincermi più con l’utilizzo che con la scheda tecnica. Le specifiche raccontano una tastiera ricca di contenuti, ma è solo dopo averla assemblata, personalizzata e utilizzata per diversi giorni che si riesce ad apprezzare davvero il lavoro fatto da Akko.

La build completa della Akko Mineral 01 White con keycaps opachi/trasparenti e switch Creamy Yellow U1.

Ho trovato una base costruttivamente molto solida, piacevole da modificare e capace di adattarsi facilmente ai gusti di chi la utilizza. Ci sono alcuni aspetti che avrei gestito diversamente, come un accesso ancora più immediato alla struttura interna o una lettura della batteria che mi è sembrata poco lineare, ma sono elementi che non hanno compromesso l’esperienza d’uso.

✅ Certezze ❌ Dubbi
Case in alluminio CNC Solo layout ANSI
Ottima qualità costruttiva Accesso interno migliorabile
PCB hot-swap Stato carica batteria
VIA e tri-mode
Stabs con viti su PCB
RGB ben realizzato

La build realizzata con gli Akko Creamy Yellow U1 e i keycaps scelti per questa prova ha dato vita a una tastiera equilibrata, piacevole nella digitazione e, soprattutto, con una forte personalità estetica. Il grado di personalizzazione offerto, secondo me, è il punto più interessante di un kit come la Mineral 01: permette di arrivare a una tastiera completa senza rendere l’assemblaggio complicato, ma lascia comunque spazio a interventi più precisi per chi vuole lavorare di fino. Si può montare e usare in modo abbastanza immediato, oppure aprirla, sperimentare, cambiare componenti e cercare una resa più personale. Probabilmente questo è l’equilibrio migliore per avvicinare più persone al mondo custom.