Oggi ti presento una nuova rubrica del sito, uno spazio speciale pensato per raccontarti una storia o un aspetto che, secondo me, vale davvero la pena conoscere. E quale modo migliore per inaugurarlo se non con la storia di una tastiera che è diventata un’icona per programmatori e professionisti di tutto il mondo? Parlo della Happy Hacking Keyboard (HHKB), un autentico capolavoro che, attraverso i decenni, ha saputo restare fedele alla sua missione: trasformare la digitazione in un’esperienza straordinaria.
Ciao 😃
io sono Giuseppe e tu stai leggendo qualcosa di importante, un approfondimento SPECIALE che merita di essere raccontato.
Un’idea nata negli anni ’90

Immagina il Giappone dei primi anni ’90: un’epoca di innovazione tecnologica, dove computer e tastiere iniziavano a occupare il cuore delle vite lavorative di molti. In questo scenario, il professor Eiiti Wada, un professionista che lavora in ambiente UNIX, osserva con attenzione un problema crescente: le tastiere diventavano sempre più scomode per gli utenti professionali.
Nel 1992, il professor Wada pubblicò un saggio dal titolo “Great Interests Required for Keyboard Layouts” in cui gettava le basi per un nuovo design di tastiera, essenziale e funzionale. Tre anni dopo, nacque la HHKB Professional, il primo modello di una tastiera che avrebbe cambiato il modo in cui sviluppatori e ingegneri interagivano con i loro computer.
Il design che sfida il tempo
L’idea centrale della HHKB è semplice ma rivoluzionaria: eliminare il superfluo e creare una tastiera compatta, minimalista e altamente ergonomica. Con i suoi 60 tasti e un layout ottimizzato, la HHKB riduce la fatica delle mani e delle dita, migliorando essenzialmente la produttività e il comfort.

I cowboy abbandonavano i loro cavalli quando non potevano più andare avanti, ma portavano sempre con sé la sella, un’interfaccia personale, modellata nel tempo per adattarsi perfettamente al loro corpo. Allo stesso modo, le tastiere sono come le selle: interfacce durature che possiamo continuare a usare più a lungo del breve ciclo di vita del computer a cui le abbiniamo.
Questa riflessione del professor Wada racchiude l’essenza della HHKB: per alcune persone, la digitazione non è semplicemente un mezzo per raggiungere un obiettivo, ma una parte integrante della loro vita quotidiana. In questo contesto, le tastiere diventano molto più di semplici strumenti: sono interfacce fondamentali, progettate per durare nel tempo e offrire un’esperienza unica e appagante a chi le utilizza.

Fu con questa visione che, oltre 25 anni fa, decise di progettare la tastiera definitiva: non pensata per tutti, ma per chi cerca l’eccellenza. Non una tastiera per le masse, ma per i veri maestri della digitazione. Una tastiera concepita per durare una vita, realizzata con la massima cura e le più nobili intenzioni.
Lo sviluppo della "tastiera ideale" prende vita
Nel maggio 1995, il professor Eiichi Wada si incontrò con gli ingegneri di PFU per dare inizio a un progetto ambizioso: creare la tastiera perfetta per i professionisti UNIX. Durante la prima conferenza, Wada, descrisse agli ingegneri la sua visione di una tastiera semplice, funzionale e priva di elementi superflui.

PFU abbracciò immediatamente la visione di Wada e avviò un team di sviluppo dedicato, che si mise subito al lavoro sul prototipo con un obiettivo ben definito:
- Layout ASCII standard
- Tasti con una corsa profonda e soddisfacente
- Compattezza e leggerezza, senza comprometterne la resistenza
Dopo un anno e mezzo di tentativi ed errori, nell’autunno del 1996 il team completò il prototipo finale: una tastiera compatta, senza tastierino numerico o tasti funzione superflui, con il tasto Control a sinistra della lettera A, il tasto ESC a sinistra del tasto 1 e il tasto Del sopra il tasto Invio. Le sue dimensioni ridotte (294 x 110 mm, quasi metà di un foglio A4) ne fecero un accessorio perfetto per professionisti alla ricerca di efficienza e portabilità.
La tastiera ideale era finalmente pronta per la commercializzazione.
Tra tradizione e innovazione
Oggi, a oltre 25 anni dalla sua nascita, la HHKB continua a evolversi. Dai modelli originali come la Professional 2 alle nuove versioni HYBRID e HYBRID Type-S, l’essenza della tastiera rimane intatta: semplicità, efficienza e durata. Con il supporto Bluetooth e la personalizzazione del keymap, queste tastiere si adattano alle esigenze del mondo moderno senza rinunciare al loro DNA.

Curiosando tra le novità, ho scoperto che Fujitsu ha introdotto nuovi modelli e persino accessori brandizzati per i fan di HHKB. Con oltre 500.000 unità vendute, è chiaro che questa tastiera non è solo uno strumento di lavoro, ma un’icona per una comunità globale.
Il mio primo incontro con HHKB
Sono venuto a conoscenza della Happy Hacking Keyboard per caso, mentre cercavo informazioni sulle tastiere meccaniche. Un articolo mi ha colpito: parlava di come questa tastiera fosse pensata dai programmatori per i programmatori, con un design che minimizza la fatica e massimizza l’efficienza.

Ammetto che all’inizio ero scettico: una tastiera senza tasti funzione, senza frecce direzionali, eppure così apprezzata? Ma più approfondivo, più capivo che il vero punto di forza della HHKB è la sua filosofia. È una tastiera che ti invita a riconsiderare il modo in cui lavori e interagisci con il computer.
Perché la HHKB è speciale
Se stai cercando una tastiera unica, che metta al centro le tue esigenze come utente professionale, la HHKB potrebbe essere la scelta giusta. Non è per tutti: richiede un po’ di adattamento, ma una volta superata la curva di apprendimento, capirai perché questa tastiera ha conquistato il cuore di tanti programmatori e appassionati.

Una cosa sembra essere certa, digitare su una HHKB è un’esperienza unica: chi l'ha provata afferma che bastano pochi secondi per percepire la differenza che decenni di innovazione hanno saputo realizzare. Io non vedo l’ora di provarla di persona e magari raccontarti la mia esperienza in un prossimo articolo. Nel frattempo, fammi sapere cosa ne pensi della HHKB e se anche tu sei affascinato dalla sua storia.