Da anni il mondo delle tastiere meccaniche si sta muovendo in direzioni sempre più varie, si passa da modelli basic a prodotti molto più sofisticati, ricchi di funzioni, materiali premium e soluzioni progettuali che inseguono le richieste crescenti degli utenti e del mercato. Ma accanto ai brand che puntano sulle specifiche estreme, ci sono aziende che provano ad ampliare l’offerta concentrandosi su esperienze d’uso particolari, idee originali e prodotti pensati per un pubblico più ampio.
La proposta di oggi arriva da Kiiboom, un marchio che ho iniziato a conoscere di recente e che, recensione dopo recensione, sto scoprendo essere molto più maturo e completo di quanto immaginassi. La tastiera di cui parliamo è la Phantom 81 v3: un modello che a prima vista potrebbe quasi passare inosservato, soprattutto se ci si ferma solo alla scheda tecnica. Eppure, è esattamente il caso in cui i numeri non bastano a raccontare la vera natura di un prodotto.
La Phantom 81 è una tastiera 75% come tante altre: layout conosciuto, connessioni già viste, struttura a cui ci si sente subito familiari. Ma basta prenderla in mano per capire perché merita attenzione. Kiiboom ha scelto una direzione precisa, portare sul mercato una tastiera completamente trasparente, ma realizzata con un materiale spesso, solido, rigido e dall’estetica sorprendentemente pulita. Prima di addentrarci nei dettagli del design e dell’esperienza d’uso, vale la pena partire da come si presenta questo prodotto già dal primo contatto: la confezione, è spesso proprio il packaging a dare un’idea iniziale dell’attenzione al dettaglio e dell’identità che un brand vuole comunicare.
Packaging e contenuto
Fatta eccezione per il peso importante dovuto al contenuto, il packaging della Phantom 81 rientra pienamente negli standard della categoria, con una confezione solida, ben stampata e caratterizzata dalla grafica tipica di Kiiboom. All’interno la tastiera è alloggiata in una sagoma in materiale espanso, modellato esattamente sulle sue forme, così da proteggerla in modo efficace durante il trasporto. Sollevato il coperchio e rimosso il primo strato di protezione, troviamo il manuale utente, stampato in doppia lingua (inglese e cinese). Molto gradita la presenza del panno per la pulizia, con il logo Kiiboom serigrafato, un dettaglio semplice ma sempre utile.




Nel vano a destra della tastiera è presente il cavo di alimentazione e connessione USB-A / USB-C, un cacciavite con punta JCIS, due switch aggiuntivi e il classico estrattore per keycaps e switch. L’unico assente è una dust-cover per proteggere la tastiera dalla polvere quando non la si utilizza, accessorio che sarebbe stato comodo considerando la natura trasparente del prodotto. Nel complesso, la dotazione è più che soddisfacente e restituisce una buona impressione già dal primo unboxing.
| Contenuto della confezione | Descrizione |
|---|---|
| Tastiera | Colore Clear |
| Manuale utente | Inglese / Cinese |
| Panno per la pulizia | Morbido |
| Cavo USB-A ⇄ USB-C | Nylon intrecciato |
| Dongle USB-A | Connessione 2.4Ghz |
| Cacciavite JCIS | Per manutenzione base |
| Switch extra (x2) | Di ricambio |
| Estrattore keycaps e switch | Doppio estrattore |
Specifiche tecniche
Prima di entrare nel dettaglio e analizzare ogni aspetto della tastiera, vi lascio una panoramica delle specifiche che, a mio avviso, rappresentano gli elementi più importanti del modello. Per rendere tutto più chiaro e immediato ho preparato un’infografica che raccoglie tutte le informazioni principali.

Design e materiali
Parliamo senza mezzi termini di uno dei migliori lavori di design e di una delle implementazioni più curate che abbia visto su una tastiera non realizzata con materiali “premium” nel senso tradizionale del termine. La Kiiboom Phantom 81 è una tastiera che punta tanto su un’estetica trasparente davvero scenografica, già al primo sguardo colpisce il modo in cui lo chassis in acrilico lascia completamente in vista l’interno: PCB, plate, switch, LED… tutto è esposto con una pulizia visiva sorprendente, come se ogni componente fosse stato pensato per essere mostrato anziché nascosto. La trasparenza non è un semplice effetto estetico, l'acrilico è stato utilizzato in maniera curata, uniforme, spesso al punto giusto e restituisce una solidità che raramente si trova su tastiere realizzate con questo materiale. Ammetto che non mi aspettavo un impatto simile, dal momento in cui ho aperto la confezione e l’ho sollevata per la prima volta, ho avuto un vero effetto wow.




Varie angolazioni della KiiBoom Phantom 81 v3
Le linee della Phantom 81 sono morbide, con angoli arrotondati che addolciscono il design e la rendono piacevole da osservare da ogni angolazione. Guardandola di lato si percepisce subito lo spessore della scocca, un blocco unico che dà un senso di robustezza immediata. L’altezza è ben bilanciata e i piedini trasparenti contribuiscono a mantenere intatta la pulizia dell’insieme senza aggiungere elementi visivi superflui.
Sul retro, posizionata al centro, troviamo una placca in alluminio che ospita la porta USB-C e i due switch dedicati: uno per selezionare la modalità di connessione e l’altro per scegliere il layout tra Windows e macOS. È un dettaglio che spicca subito grazie al contrasto tra il metallo e la trasparenza del corpo. La parte superiore mette subito in evidenza i keycaps completamente trasparenti in profilo OEM, che contribuiscono all’estetica clear della tastiera che permettono alla retroilluminazione RGB di diffondersi uniformemente su tutta la superficie mettendo in risalto la manopola del volume in alluminio con i suoi caratteristici bordi zigrinati. Capovolgendola, nella parte inferiore salta all’occhio il peso in alluminio con il logo Kiiboom inciso. Anche questo elemento è visibile attraverso l’acrilico e contribuisce sia alla stabilità della tastiera sia al colpo d’occhio generale, creando un gioco di riflessi molto piacevole quando l’RGB è attivo. Grazie al grado di trasparenza le luci LED si diffondono lungo tutta la struttura, creando un effetto tridimensionale che valorizza moltissimo la profondità dello chassis. Da ogni lato la tastiera mostra qualcosa: profili interni, giunzioni, illuminazione che rimbalza sulle superfici.. è un design che vive tanto frontalmente quanto lateralmente.
Layout 75% ed ergonomia
La Phantom 81 adotta un layout 75%, un formato che ormai conosciamo bene e che continua a dimostrarsi uno dei più versatili in circolazione: offre infatti un ottimo equilibrio tra compattezza e completezza grazie alla fila dei tasti funzione, i numeri, i tasti di navigazione essenziali e le frecce direzionali. Nonostante lo spazio ridotto rimane persino posto per integrare una manopola dedicata, senza ricorrere a stratagemmi o compromessi scomodi. Ritengo che il vero vantaggio di questo layout è che non costringe a ricordare layer secondari o combinazioni particolari per ottenere gli input desiderati, tutto ciò che serve è lì, immediatamente raggiungibile.

Sul fronte ergonomico, la Phantom 81 segue l’approccio tipico dei modelli più premium e quindi niente piedini regolabili ma un'inclinazione fissa e nel suo caso ci troviamo di fronte a un angolo di circa 6°, che si è rivelato comodo sia durante le prove sia nella scrittura di questa stessa recensione. Personalmente non ho sentito la necessità di utilizzare un poggiapolsi, anche se lo considero comunque consigliato per chi preferisce una postura più rilassata nel lungo periodo.

Il profilo dei keycaps è OEM e su questa inclinazione funziona molto bene, rende la digitazione naturale già dopo pochi minuti ma come dico sempre però, l’ergonomia rimane un aspetto molto soggettivo: ciò che per me risulta comodo, per altri potrebbe non esserlo. Per questo conviene sempre valutare le specifiche fisiche della tastiera, come l’altezza della scocca e l’angolo di digitazione, e considerare l’uso di un poggiapolsi se necessario.

Un aspetto che merita una nota a parte è l’ergonomia visiva. Nonostante i keycaps siano completamente trasparenti, non sono shine-through: la legenda non viene illuminata dai LED. Rimane però leggibile senza difficoltà, perché proprio le parti non illuminate emergono in contrasto rispetto al resto del keycap che si accende. L’effetto è molto scenico e, anche al buio, la leggibilità delle lettere resta comunque buona.
Struttura e foam
Per comprendere davvero la Phantom 81 è stato indispensabile passare al teardown: solo aprendo la tastiera si apprezza il lavoro svolto da Kiiboom in questa terza revisione del modello. E già dal primo sguardo interno si capisce che l’azienda non si è limitata a un restyling estetico: la struttura è stata ripensata in modo mirato per migliorare sensazioni di digitazione e solidità. Il plate adottato è in policarbonato (PC) con flex cut ben distribuiti, scelta che contribuisce a rendere la digitazione più morbida e reattiva. Il plate poggia sul PCB ed entrambi sono avvolti da un generoso strato di silicone che agisce sia come elemento ammortizzante sia come supporto.

Questo silicone si estende fino a formare dodici punti gasket che sporgono dalla struttura stessa e che si incastrano nella scocca inferiore, creando un sistema gasket “naturale” e molto efficace. Grazie all’unione tra flex cut e cuscinetti in silicone, la Phantom 81 restituisce un’esperienza di digitazione ammortizzata, flessibile e sorprendentemente confortevole. Il feedback è morbido ma non cedevole, e l’acustica è controllata: un suono pieno, piacevole, con una tonalità che si avvicina a un thock meno profondo ma comunque molto gradevole.

Sul fronte dell’insonorizzazione, la costruzione è più semplice rispetto a tastiere che utilizzano numerosi strati di foam: qui, oltre al silicone a contatto con il plate, troviamo solo un sottile strato di isolante trasparente. Nonostante ciò, il risultato è migliore di quanto ci si aspetterebbe sulla carta. A parte la barra spaziatrice, che tende a suonare più secca e leggera rispetto al resto, tutti gli altri tasti offrono una frequenza bassa e pulita, praticamente priva di risonanze indesiderate.

Un dettaglio che merita attenzione è l’organizzazione interna degli spazi: lo slot che ospita le due batterie è accuratamente isolato rispetto alla zona dedicata a PCB e switch, evitando vibrazioni e interferenze. Ottima anche l’integrazione del peso in alluminio da 3 mm, inserito con precisione sotto la scocca: aggiunge stabilità e contribuisce sia al feel generale sia alla piacevole risposta acustica.
Sound test
Switch e Keycaps
La Phantom 81 monta i Kiiboom Crystal, switch lineari totalmente trasparenti a 5 pin, con caratteristiche tecniche piuttosto equilibrate:
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Tipo | Lineare |
| Total travel | 3.60 ± 0.2 mm |
| Pre-travel | 1.6 ± 0.4 mm |
| Forza di attuazione | 55 ± 15 gf |
| Forza di bottom-out | 60 ± 15 gf |
| Stem | Nylon |
| Housing | Policarbonato (PC) trasparente |
La loro struttura completamente clear si integra perfettamente con il concept estetico della tastiera, non c’è alcuna barriera visiva tra LED e switch, e la luce attraversa lo switch in modo uniforme, valorizzando ulteriormente lo chassis trasparente. È evidente perché Kiiboom li abbia scelti in tal senso ma non è solo una scelta estetica, la forza di attuazione leggermente più alta rispetto ad altri switch lineari rende la digitazione più controllata e dona una sensazione particolare: quando si preme un tasto, si ha l’idea di “affondare” in un volume trasparente, come se la tastiera fosse sospesa nel vuoto. È un effetto difficile da spiegare finché non la si prova, ma la combinazione tra resistenza, plate in PC e chassis clear crea un feeling davvero unico.

Per quanto riguarda i keycaps, Kiiboom utilizza set completamente trasparenti in profilo OEM, con legende stampate internamente. Questo significa che la luce illumina il keycap intero, ma non è una soluzione shine-through: le lettere risultano comunque visibili anche al buio per effetto inverso.
RGB
La Phantom 81 fa dell’RGB uno dei suoi punti più caratteristici, complice anche lo chassis completamente trasparente che amplifica ogni effetto luminoso. Gli switch sono illuminati con south-facing, scelta che permette una diffusione della luce più controllata e diretta verso il keycap. In totale sono presenti 19 effetti diversi, tutti selezionabili direttamente dalla tastiera o tramite software, e spaziano dai classici arcobaleno ai pattern più statici, fino alle modalità reattive al tocco.

Tra queste, quella che sto apprezzando di più è la modalità Shadowing, ogni tasto si illumina singolarmente alla pressione, per poi dissolversi mentre il dito si solleva, creando un piacevole gradiente che si spande sulla tastiera man mano che si digita. Su un case completamente trasparente come questo l’effetto è davvero scenico, perché la luce non si limita a illuminare il keycap ma rimbalza all’interno dello chassis, generando riflessi e profondità che valorizzano ogni trasparenza. Devo ammettere che con effetti troppo “pieni” o troppo luminosi le luci possono risultare un po’ dirette verso gli occhi ma basta regolare l’intensità per trovare subito il proprio equilibrio. Troviamo anche un sistema di sidelight laterali completamente configurabile, è possibile regolare colore, intensità e scegliere tra 5 effetti dedicati.

Una soluzione che però non mi ha convinto del tutto è l’illuminazione laterale, personalmente avrei preferito una diffusione più morbida, che sfumasse la luce evitando di far percepire i singoli punti LED. Su una tastiera completamente trasparente l’effetto sarebbe stato ancora più d’impatto e, per questo motivo, tendo a non utilizzare spesso gli effetti dedicati ai sidelight. È comunque una considerazione soggettiva — e lo ribadisco — perché dalle foto e dal video potete farvi un’idea precisa e capire se questo tipo di resa luminosa incontra o meno i vostri gusti. Resta il fatto che, quando attiva, l’illuminazione laterale aggiunge un ulteriore livello di personalizzazione e, vista di lato, crea un effetto quasi tridimensionale che fa sembrare la tastiera sospesa sulla scrivania.
Software
Il software Kiiboom, disponibile per Windows e macOS, permette di gestire in modo semplice tutti gli aspetti della Phantom 81. Non è compatibile con VIA/QMK, ma l’interfaccia è chiara e divisa in sezioni intuitive: dalla rimappatura dei tasti ai layer Fn, passando per macro e funzioni multimediali, tutto è facilmente configurabile.

La sezione dedicata all’RGB è la più completa, qui si possono selezionare i 19 effetti disponibili, regolare velocità, intensità e colori, oltre a personalizzare i sidelight laterali con cinque effetti dedicati. Dalle impostazioni avanzate è possibile anche controllare la sensibilità dei tasti e i timer di spegnimento per Bluetooth e 2.4GHz.
Nel complesso il software non è il più potente sul mercato, ma risulta stabile, intuitivo, non arriva alla flessibilità di VIA, ma permette comunque una personalizzazione profonda della tastiera: dalle keymap agli effetti di luce, fino ai comportamenti energetici in wireless. Una soluzione che funziona bene, con un’interfaccia chiara e senza fronzoli, adatta sia ai principianti che a chi vuole prendersi un po’ più di libertà nella configurazione.
Connettività
La Phantom 81 offre diverse modalità di connessione: USB-C cablato, Bluetooth 3.0 e 5.0 per garantire compatibilità con un’ampia gamma di dispositivi, e una modalità 2.4 GHz selezionabile tramite l’apposito switch sul retro della tastiera. Il dongle USB è presente nella confezione, agganciato con una piccola clip al cavo USB-C: dettaglio utile da sapere, perché rischia facilmente di passare inosservato.

Una volta individuato, la connessione 2.4 GHz funziona senza problemi e risulta immediata anche se Kiiboom non fornisce specifiche ufficiali su poll rate e latenza, né sul sito né nel manuale, quindi non è possibile riportare dati tecnici precisi. In ogni caso, durante l’uso la tastiera si comporta molto bene: in Bluetooth la stabilità è ottima, e in 2.4 GHz la reattività appare ancora più immediata, come ci si aspetta da una connessione wireless dedicata.
Batteria e autonomia
La tastiera integra due batterie da 4.000mAh ciascuna, per un totale di 8.000mAh 😱 il doppio rispetto alle revisioni precedenti. Una scelta introdotta da Kiiboom per rispondere chiaramente ai problemi di autonomia segnalati dagli utenti nelle versioni precedenti, soprattutto quando si utilizzava l’RGB, elemento che, su una tastiera completamente trasparente come questa, incide inevitabilmente sui consumi.

Sto utilizzando la tastiera da diversi giorni esclusivamente in modalità Bluetooth, con RGB attivo sia sui tasti che sui sidelight del case, così da valutare una situazione d’uso reale. Sulla base dei consumi rilevati (circa 5% ogni 2 ore e mezza), l’autonomia stimata con RGB sempre attivo si aggira intorno alle 22 ore di utilizzo medio, un risultato non proprio fantastico considerando la quantità di energia resa disponibile dalle due generose batterie.

Un aspetto molto comodo è la possibilità di verificare rapidamente la carica residua senza software: basta premere Fn + Backspace e i tasti numerici da 1 a 0 si illuminano per indicare la percentuale approssimativa, arrotondata per eccesso. Nel mio caso, con una carica reale del 56%, si illuminano i tasti da 1 a 6, segnalando quindi un 60% residuo. La tastiera arriva con impostazioni di risparmio energetico preconfigurate (spegnimento dell’RGB, timeout e sospensione automatica), tutte regolabili tramite software Kiiboom, con parametri distinti per Bluetooth e 2.4 GHz. Con l’RGB disattivato, l’autonomia cresce sensibilmente, sulla base dei consumi osservati si può stimare un uso reale di 120 ore, valore che porta finalmente questa revisione della Phantom 81 a un livello molto più competitivo nella categoria delle tastiere wireless.
Prezzo e conclusioni
La Kiiboom Phantom 81 viene proposta a 159 $, a cui si aggiungono 28 $ di spedizione verso l’Italia, per un totale di circa 187 $, equivalenti a 159 € spedita al cambio attuale. La spedizione incide un po’ sul prezzo finale, ma il valore complessivo resta competitivo considerando ciò che questa terza revisione della Phantom 81 porta sul tavolo.

Questa tastiera si distingue per la scocca interamente trasparente, realizzata con una cura e una solidità difficili da trovare in prodotti simili. Il layout 75% è completo e funzionale, con una manopola in alluminio ben integrata, mentre la struttura interna — plate in PC con flex-cut, silicone e gasket — offre una digitazione morbida, controllata e con un profilo sonoro piacevole.
Il comparto RGB valorizza moltissimo lo chassis clear, e il software dedicato permette di personalizzare senza complicazioni mappe, effetti e gestione energetica. A chiudere il cerchio troviamo la nuova batteria da 8000 mAh, un upgrade importante rispetto alle versioni precedenti, che rende l’uso wireless molto più affidabile anche con illuminazione attiva.
| CONSIGLIATA ✅ | SCONSIGLIATA ❌ |
|---|---|
| Chi vuole una tastiera trasparente | Chi cerca keycaps shine-through |
| Chi preferisce un layout 75% | Chi necessita di VIA/QMK |
| Chi ama una digitazione morbida e ammortizzata | Chi vuole un sound molto thocky |
| Chi apprezza RGB scenico e luminoso | Chi non ama molto le luci |
| Chi vuole una batteria molto capiente |
Non è la tastiera più economica del segmento, ma per chi cerca un modello trasparente ben costruito, scenico e con un buon equilibrio tra estetica e prestazioni, la Phantom 81 è una delle opzioni più riuscite oggi disponibili. Una scelta particolare, con una forte identità, che sa distinguersi non solo per l’aspetto ma anche per la qualità dell’esperienza d’uso.




