Scrivere di tastiere è una di quelle cose che riescono sempre ad accendere il mio entusiasmo, ogni modello racconta una storia diversa perché cambia il feeling sotto le dita, cambiano i suoni, cambiano quei piccoli dettagli che riescono a trasformare l’esperienza d’uso molto più di quanto si immagini. Tra luci natalizie, giornate che scorrono più lente e quell’atmosfera sospesa che accompagna la fine dell’anno, sedersi alla scrivania per provare qualcosa di nuovo diventa quasi magico.
Come sempre, prima di scrivere una recensione mi piace prendermi il tempo necessario per provare la tastiera, approfondire, imparare a conoscerla al meglio. Solo così riesco a raccogliere un’esperienza concreta e a raccontarla in modo utile a chi quella tastiera non ce l’ha davanti, ma vuole capirla lo stesso: com’è nella vita reale, cosa aspettarsi, e soprattutto se ha senso investire tempo (e soldi) per portarsela a casa.
In questa recensione analizzeremo la KiiBoom Phantom 81 Lite sotto ogni punto di vista: dal packaging alla costruzione, dall’esperienza di digitazione al software, passando ovviamente per sound, RGB e usabilità reale. L’obiettivo non è solo capire se è una tastiera “bella”, ma soprattutto se è una tastiera valida e per chi ha davvero senso prenderla in considerazione.
Packaging e contenuto
La prima impressione con la Phantom 81 Lite è decisamente positiva, già dal packaging solido, ben rifinito e curato dal punto di vista grafico, con un design moderno che richiama subito l’estetica “fantasy” della tastiera. Sul fronte troviamo un’illustrazione stilizzata della tastiera e le principali informazioni tecniche, mentre sul retro sono riportate le specifiche, le certificazioni e i dettagli sul prodotto in modo chiaro e ordinato.




Aprendo la scatola si ha subito la sensazione di un prodotto pensato con attenzione anche per l’esperienza di unboxing. La tastiera è ben protetta e posizionata al centro, evitando movimenti indesiderati durante il trasporto.
| Contenuto della confezione |
|---|
| KiiBoom Phantom 81 Lite (preassemblata) |
| Cavo USB-C per connessione e ricarica |
| Keycap / switch puller |
| Bustina con 3 switch di ricambio |
| Manuale di istruzioni (italiano incluso) |
| Panno per pulizia |
| Stickers |
Specifiche tecniche
Prima di entrare nel dettaglio dell’esperienza d’uso, è sempre utile dare uno sguardo alle specifiche tecniche della Phantom 81 Lite e per rendere la lettura più chiara, ho pensato di raccoglierle tutte in un’infografica dedicata. Un colpo d’occhio utile sia per chi vuole confrontarla rapidamente con altri modelli, sia per chi preferisce avere tutte le informazioni tecniche facilmente consultabili.

Detto questo, come spesso accade nel mondo delle tastiere meccaniche, i numeri raccontano solo una parte della storia. Per capire davvero come la tastiera si comporta nella pratica, è necessario passare all’analisi del design, dei materiali e soprattutto dell’esperienza di digitazione reale.
Design e materiali
Il design della KiiBoom Phantom 81 Lite punta tutto su uno stile giocoso e fortemente caratterizzato, che la rende immediatamente riconoscibile sulla scrivania. Colori, illustrazioni e keycaps raccontano chiaramente un’identità precisa, pensata per chi ama una postazione personale e fuori dagli schemi. La scocca è realizzata in plastica, con una finitura lucida che restituisce una buona sensazione al tatto e non trattiene eccessivamente impronte o polvere. Il colore celeste del case fa da base, valorizza ulteriormente il set di keycaps incluso, vero protagonista dal punto di vista estetico.




I keycaps presentano una grafica tematica curata e coerente, con legende ben leggibili e numerosi dettagli decorativi che aggiungono personalità. È uno stile che può non piacere a tutti, ma che risulta immediatamente riconoscibile e perfettamente in linea con il linguaggio visivo di KiiBoom.
Dal punto di vista costruttivo, la tastiera trasmette una buonissima sensazione di solidità, non avverto flessioni anomale durante l’uso e, una volta appoggiata sulla scrivania, resta stabile anche durante sessioni di digitazione più energiche. L’assemblaggio è pulito, ben fatto, totale assenza di scricchiolii o giochi tra le parti.
Layout 75% ed ergonomia
Il layout 75% rappresenta uno dei compromessi più riusciti per chi cerca una tastiera compatta senza particolari rinunce, rispetto a un layout full-size si rinuncia al tastierino numerico, ma in cambio si ottiene una scrivania più libera e una disposizione dei tasti che resta familiare e funzionale, soprattutto per chi scrive molto o lavora tutto il giorno al computer. Sono presenti i tasti funzione, il blocco delle frecce direzionali e i tasti Del, PgUp e PgDwn sulla destra, elementi che rendono il passaggio da una tastiera tradizionale praticamente immediato. Non serve alcun periodo di adattamento particolare, dopo pochi minuti ci si sente già a casa, ed è un aspetto tutt’altro che scontato quando si scende sotto il formato TKL.

Dal punto di vista ergonomico è sempre giusto fare una premessa: si tratta di un aspetto estremamente soggettivo, che può variare in base alle abitudini personali, alla postura e al tipo di utilizzo. Detto questo, la KiiBoom Phantom 81 Lite mi ha permesso di lavorare senza particolari difficoltà già con l’inclinazione di base, risultando naturale e confortevole fin dai primi minuti di utilizzo.



I tre differenti livelli di inclinazione della tastiera, rispettivamente di 4, 8 e 10 gradi
La tastiera offre comunque la possibilità di personalizzare l’inclinazione grazie a piedini regolabili su tre livelli: quattro, otto e dieci gradi permettendo di trovare l’angolo più adatto alle proprie preferenze. Nel mio caso non ho sentito la necessità di modificarla, ma è una flessibilità che torna utile soprattutto per chi ha esigenze ergonomiche diverse o una postazione molto specifica. Durante l’uso soprattuto nella digitazione, la tastiera è risultata confortevole e non ho avvertito affaticamenti particolari, nemmeno dopo sessioni di scrittura più lunghe come la stesura di questa recensione. Un risultato che non mi aspettavo, soprattutto considerando che i keycaps non adottano il classico profilo Cherry, ma un profilo MOA, dal profilo più pronunciato.

Come sempre, si tratta di sensazioni personali, ma nel mio utilizzo la Phantom 81 Lite si è dimostrata comoda anche senza particolari regolazioni, confermando una buona attenzione all’ergonomia nonostante un’estetica molto caratterizzata.
Struttura e foam
Come faccio spesso per capire davvero come una tastiera si comporta durante la digitazione ho effettuato un teardown completo, analizzandone da vicino la struttura interna e le soluzioni adottate. Ed è proprio qui che emergono alcuni aspetti interessanti, soprattutto per quanto riguarda il sistema gasket e il livello di flessibilità complessivo.




La tastiera utilizza un sistema piuttosto particolare, all’interno del case inferiore sono presenti molle inserite in appositi slot, sulle quali poggiano i gasket in silicone. Questi gasket, dalla caratteristica forma “a manubrio”, sono agganciati direttamente al plate, creando un punto di contatto elastico tra la struttura interna e il corpo della tastiera.
Il risultato è un movimento controllato del gruppo plate + PCB, che contribuisce a rendere la digitazione più morbida e meno rigida rispetto a soluzioni tradizionali. Il plate in policarbonato è inoltre dotato di cut flex, tagli studiati per aumentare la flessibilità durante la pressione dei tasti. È importante però sottolineare che il PCB non presenta cut flex, la sensazione di elasticità percepita non deriva quindi da una flessione diretta del circuito stampato, ma principalmente dal plate, dal sistema gasket e dalla presenza delle molle all’interno della struttura.

Sommando tutte queste soluzioni, la sensazione complessiva durante la digitazione risulta comunque marcatamente flex, soprattutto nella zona centrale della tastiera, dove il movimento è più evidente. Sul fronte dell’insonorizzazione, la Phantom 81 Lite adotta una stratificazione piuttosto completa, composta da:
| Strato | Funzione |
|---|---|
| Latex Sandwich Foam | Ammorbidisce la digitazione |
| IXPE Switch Pad | Riduce il rumore degli switch |
| PE Transparent Film | Migliora la resa sonora |
| PCB Foam | Attenua le vibrazioni |
| Bottom Foam | Riduce le risonanze del case |
| Bottom Silicone | Isola e stabilizza la struttura |
Una combinazione che lavora su più livelli, sia sopra che sotto il PCB, con l’obiettivo di ridurre risonanze, attenuare le vibrazioni e rendere il suono più pieno e controllato. Considerando però l’insieme delle scelte costruttive adottate, sul piano strutturale che su quello dell’insonorizzazione, mi sarei aspettato una resa sonora più thocky-oriented. Invece, pur mantenendo una base sonora piuttosto bassa, il sound restituito risulta in alcune situazioni un po’ “vuoto”, come se mancasse quel senso di pienezza che spesso accompagna configurazioni di questo tipo.
Non si tratta di un suono acuto o fastidioso, ma piuttosto di una resa che, in determinati punti della tastiera, perde leggermente corpo, nonostante la stratificazione interna e il sistema gasket lascino immaginare un risultato più pieno e consistente.
Sound test
La tastiera è stata registrata completamente stock, senza alcuna modifica a switch, stabilizzatori o materiali interni, proprio per restituire una sensazione sonora il più vicina possibile a quella che si ha appena tirata fuori dalla scatola.
Il test è stato registrato utilizzando un microfono Hollyland Mark 1, scelto per la sua resa pulita e per la capacità di catturare in modo equilibrato sia le frequenze più basse che quelle più alte, senza enfatizzazioni artificiali.
Switch
La Phantom 81 Lite è equipaggiata con switch lineari KiiBoom Mochi, una scelta coerente con il carattere della tastiera e con l’obiettivo di offrire una digitazione fluida, dalle specifiche dichiarate, gli switch Mochi presentano:
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Punto di attuazione | 2.0 ± 0.4 mm |
| Corsa totale | 3.5 ± 0.3 mm |
| Forza di attuazione | 40 ± 5 gf |
| Forza a fine corsa | 45 gf (max) |
| Top case | Policarbonato (PC) |
| Stelo | POM |
| Bottom case | PA |
A questi dati si aggiungono alcuni dettagli costruttivi interessanti come quelli della molla a singolo stadio da 22 mm che contribuisce a rendere la pressione del tasto progressiva, senza variazioni brusche lungo la corsa. Lo stelo da 13,4 mm favorisce una discesa piuttosto morbida, caratteristica che si sposa bene con la struttura gasket e con il plate flessibile della tastiera.


Misura dello stelo e della molla dello switch KiiBoom Mochi
Nel contesto della Phantom 81 Lite, gli switch Mochi restituiscono una digitazione lineare, scorrevole, senza attriti evidenti o sensazioni “granulose”. Il peso relativamente contenuto li rende adatti anche a sessioni di scrittura prolungate, mentre la corsa ben bilanciata aiuta a evitare pressioni a volte involontarie.
RGB
La KiiBoom Phantom 81 Lite utilizza un sistema di illuminazione RGB south-facing per singolo tasto che contribuisce a una diffusione della luce più diffusa e uniforme nella parte inferiore dei tasti rispetto all'utente. Le modalità di illuminazione sono personalizzabili e possono essere gestite sia tramite combinazioni da tastiera sia attraverso il software dedicato, che consente di intervenire in modo più approfondito su colori, effetti e intensità.

Personalmente non ho potuto verificare tutte le funzionalità avanzate, ma il KiiBoom riporta la possibilità di sincronizzare l’RGB con musica o giochi, aggiungendo un ulteriore livello di dinamicità alla postazione per chi ama un setup più scenografico. Come sempre, si tratta di una funzione sicuramente interessante, che può risultare più o meno rilevante in base all’utilizzo personale e al contesto in cui la tastiera viene inserita.
Software
La Phantom 81 Lite non utilizza un software proprietario tradizionale, ma è compatibile con QMK e VIA, una scelta che strizza l’occhio agli utenti più esperti e a chi apprezza un approccio aperto e flessibile alla personalizzazione. KiiBoom fornisce direttamente il file JSON necessario per VIA, permettendo di configurare la tastiera senza installare applicazioni dedicate. Attraverso VIA è possibile rimappare i tasti, creare layer personalizzati e gestire diverse configurazioni in modo semplice e immediato, direttamente dal browser o dall’app VIA, con modifiche applicate in tempo reale.

Anche la gestione dell’illuminazione RGB può essere effettuata tramite VIA, intervenendo su modalità, colori e comportamento dell’illuminazione in modo coerente con quanto offerto dalle scorciatoie da tastiera. L’interfaccia è essenziale ma estremamente funzionale, e consente di avere un controllo preciso senza inutili complessità.
Connettività
È possibile scegliere tra connessione USB-C, 2.4 GHz tramite dongle dedicato e Bluetooth 5.0, una combinazione che rende la tastiera estremamente versatile in diversi contesti d’uso. In modalità wireless, la connessione a 2.4 GHz garantisce prestazioni stabili e reattive, adatte anche ad attività più sensibili alla latenza come il gaming o l’editing video. Il Bluetooth 5.0, invece, scende di reattività come spesso accade in tastiere simili in cambio della massima comodità potendo collegare la tastiera a più dispositivi contemporaneamente. È possibile passare rapidamente fino a 5 dispositivi, una soluzione ideale per chi lavora tra PC, Mac e tablet senza dover continuamente riconnettere la tastiera.

Dal punto di vista della compatibilità, la Phantom 81 Lite funziona senza problemi con Windows, macOS e Linux, rendendola adatta sia a un ambiente lavorativo che a un utilizzo più orientato al gaming o all’intrattenimento. Una flessibilità che la rende facile da inserire in qualsiasi setup, indipendentemente dal sistema operativo o dal tipo di dispositivo utilizzato.
Batteria e autonomia
La Phantom 81 Lite è equipaggiata con una batteria da 4000 mAh, un valore che ho potuto confermare direttamente tramite teardown, dove sono visibili sia la capacità nominale in mAh sia altri dati identificativi della batteria stessa. Un aspetto importante, perché permette di avere un riferimento concreto sull’autonomia reale della tastiera.

Questa capacità consente di coprire senza problemi più giorni di lavoro in modalità wireless, con variazioni ovviamente legate all’uso dell’RGB e al tipo di connessione attiva. La ricarica avviene tramite USB-C e la tastiera può essere utilizzata anche mentre è collegata al cavo, indipendentemente dalla modalità di connessione selezionata.

Un elemento interessante è la possibilità di verificare lo stato della batteria direttamente dalla tastiera, non solo tramite il dispositivo a cui è collegata via Bluetooth, ma anche quando si utilizza la connessione 2.4 GHz. Tenendo premuti Fn + Enter, i tasti numerici da 1 a 0 si illuminano per indicare la percentuale di carica residua: ad esempio, se si illuminano i tasti da 1 a 8 significa che la batteria è circa all'80%.
Prezzi e opzioni
La tastiera è disponibile in tre varianti di colore, nera, verde e celeste pensate per adattarsi a stili di postazione diversi, dal più sobrio al più giocoso. Al momento della recensione, la tastiera è proposta al prezzo di 77 euro, spese incluse, grazie soprattutto a un codice promozionale natalizio da 7 dollari applicabile fino al 31 dicembre 2025. Un posizionamento interessante, soprattutto considerando la dotazione tecnica, la connettività tri-mode e la compatibilità QMK/VIA.

Conclusioni
La KiiBoom Phantom 81 Lite è una tastiera che riesce a distinguersi grazie a una forte identità estetica e a una dotazione tecnica più ricca di quanto il nome “Lite” possa far pensare. Il layout 75%, la connettività tri-mode, la compatibilità QMK/VIA e una struttura interna piuttosto articolata la rendono una proposta interessante per chi cerca una tastiera versatile, personalizzabile e pronta all’uso fin da subito.
Dal punto di vista costruttivo, il sistema gasket con molle, il plate flessibile e la stratificazione interna contribuiscono a un feeling di digitazione morbido e confortevole. Allo stesso tempo, però, la resa sonora non sempre rispecchia le aspettative create da queste soluzioni: il sound risulta profondo ma a tratti un po’ “vuoto”, soprattutto considerando il potenziale offerto.
Gli switch lineari KiiBoom Mochi si sono dimostrati fluidi e piacevoli, adatti a lunghe sessioni di scrittura, mentre keycaps e stabilizzatori offrono una qualità più che adeguata per un prodotto stock. Molto positiva anche la gestione della batteria, sia per capacità reale che per i metodi di controllo dello stato di carica direttamente da tastiera.
| CONSIGLIATA ✅ | SCONSIGLIATA ❌ |
|---|---|
| Chi cerca una tastiera 75% versatile | Chi cerca un sound molto thocky stock |
| Utenti interessati a QMK/VIA | Chi non ama i keycaps MOA |
| Chi vuole connettività tri-mode | Chi cerca materiali premium |
| Chi scrive a lungo | Chi cerca un design sobrio |
Nel complesso, la Phantom 81 Lite è una tastiera che punta più sull’equilibrio generale che sull’effetto wow assoluto. È pensata per chi apprezza una buona base tecnica, un’estetica ben definita e la libertà di personalizzazione, anche a costo di qualche compromesso sul fronte del sound “thocky” puro.


