Ci sono tastiere low profile che cercano di ridurre qualche millimetro rispetto a una meccanica tradizionale. E poi c'è Altar II, che sembra partire da una domanda completamente diversa: quanto può diventare sottile una tastiera senza rinunciare a un vero meccanismo meccanico? Un numero che da solo racconta solo una parte del progetto, per arrivarci non è bastato prendere degli switch low profile e inserirli in uno chassis più sottile: EMO ha dovuto ripensare il meccanismo dei tasti, la disposizione della batteria e persino dove collocare parte dell'elettronica.

Sotto ogni tasto troviamo un meccanismo proprietario formato da due bracci in acciaio a forbice e una molla di tensionamento precaricata. La particolarità è nella disposizione della molla: invece di svilupparsi verticalmente sotto il tasto, è stata collocata lateralmente. Una scelta apparentemente piccola che permette di ridurre drasticamente lo spazio necessario in altezza. La corsa verticale è infatti di appena 1,8 mm, mentre la forza di attuazione dichiarata è di 40 gf. Il risultato è uno chassis che EMO dichiara spesso solamente 4,75 mm.

Per avere un riferimento, sul proprio sito l'azienda mette Altar II accanto ad alcune tastiere conosciute:

Tastiera Altezza dichiarata
Altar II 4,75 mm
Apple Magic Keyboard 10,09 mm
Logitech MX Keys 20,50 mm
NuPhy Air75 21 mm
Keychron K2 30 mm
IBM Model M 50 mm

La cosa interessante, quindi, non è soltanto poter dire che misura meno della metà dello spessore massimo riportato per una Magic Keyboard. È soprattutto che Altar II raggiunge queste dimensioni mantenendo un meccanismo meccanico.

Altar II | Electronic Materials Office
Shockingly thin, fully mechanical. Altar II combines a superlative typing experience with an unbelievable design.

M-Dial: una manopola che puoi staccare

In alto a destra troviamo M-Dial, ma definirlo semplicemente "knob" sarebbe riduttivo perche di fatto è un controllo rotativo cliccabile che viene mantenuto in posizione magneticamente e può quindi essere rimosso e sostituito. Di serie permette di regolare il volume ruotandolo, mettere in pausa la riproduzione con un click, cambiare traccia con click multipli e richiamare Siri con una pressione prolungata.

L'azienda ha annunciato che renderà pubblici file 3D, disegni e specifiche tecniche dell'M-Dial, permettendo di progettare e stampare in 3D varianti personalizzate. Una piccola apertura alla personalizzazione che non ci saremmo necessariamente aspettati da una tastiera con un design così minimale.

Una tastiera che risponde anche al tatto

Altar II nasconde poi qualcosa di ancora più particolare: Harmonic Synthesiser. Si tratta del sistema di feedback aptico sviluppato da EMO. L'obiettivo non sembra essere semplicemente quello di far vibrare la tastiera, ma di aggiungere un ulteriore livello di interazione.

Tenendo premuto un tasto modificatore, per esempio, la tastiera può produrre un leggero feedback continuo. Quando la combinazione viene completata, un piccolo impulso tattile può confermare l'esecuzione della shortcut. Il sistema viene utilizzato anche insieme all'M-Dial per simulare fisicamente gli scatti durante la rotazione. Ma l'integrazione con macOS arriva ancora più lontano: Altar II può fornire feedback aptico quando sul Mac arrivano notifiche, promemoria o altri avvisi di sistema.

È difficile capire quanto tutto questo possa risultare utile nell'utilizzo quotidiano senza provarlo direttamente ma è sicuramente una delle idee più insolite viste recentemente su una tastiera meccanica.

C'è persino uno speaker

Dentro quei pochi millimetri EMO è riuscita a inserire anche uno speaker, utilizzato per piccoli feedback sonori associati allo stato della tastiera, come accensione, ricarica o batteria scarica. Aptica e audio possono essere regolati attraverso il software. Ed è proprio il software un altro elemento piuttosto importante del progetto.

Un'app costruita per macOS

Niente interfaccia web adattata o utility multipiattaforma dall'aspetto generico. EMO sta sviluppando una companion app nativa, progettata specificamente per macOS e compatibile da macOS 26 Tahoe. Da qui sarà possibile modificare i key binding, programmare M-Dial, regolare retroilluminazione, aptica e audio e creare shortcut legate a specifiche applicazioni.

EMO mostra, per esempio, possibili configurazioni dedicate a software come Figma, DaVinci Resolve e Visual Studio Code. C'è poi un dettaglio particolarmente interessante: le configurazioni vengono memorizzate direttamente nella tastiera. Una volta programmata, quindi, Altar II può mantenere le proprie impostazioni anche collegandola a un altro computer sul quale l'app non è installata. Il firmware è basato su ZMK e Zephyr RTOS.

Anche la retroilluminazione è diversa

Niente RGB arcobaleno, il sistema sviluppato da EMO si chiama NiteLite e utilizza un sensore di luminosità ambientale per capire quando attivare automaticamente la retroilluminazione. La luce scelta è nella tonalità ambra-rossa a lunghezza d'onda elevata, invece del classico bianco o RGB.

Secondo EMO questa soluzione dovrebbe interferire meno con la visione notturna e con il ritmo circadiano. Al di là delle dichiarazioni del produttore, l'idea di una retroilluminazione che interviene solamente quando serve è perfettamente coerente con la filosofia minimalista della tastiera.

Dove hanno messo tutta l'elettronica?

È probabilmente la domanda più interessante osservando lo spessore. EMO ha sfruttato alcune zone della tastiera quasi come piccoli compartimenti tech. Sotto la barra spaziatrice, per esempio, trovano posto Harmonic Synthesiser, sensore di prossimità, driver della matrice LED, antenna wireless e processore centrale.

La base dell'M-Dial ospita invece circuiti dedicati al sensore di luce ambientale, alla ricarica rapida e all'array di sensori Hall Effect utilizzato dal controllo magnetico. Infine c'è quello che EMO chiama Battery Casket, una sezione appositamente progettata per concentrare batteria ad alta densità, speaker ed elettronica. In altre parole, quei 4,75 mm non sembrano essere semplicemente il risultato di una scocca sottile: buona parte del progetto ruota attorno alla miniaturizzazione e redistribuzione dei componenti.

Anche il suono è stato progettato

Altar II utilizza inoltre un sistema chiamato Inertial Damper, tra PCB e monobody in alluminio è presente una membrana in silicone, mentre sotto la tastiera troviamo un grande footpad elastomerico. I due elementi dovrebbero isolare la piattaforma di digitazione dallo chassis, controllando vibrazioni e risposta acustica.

Sul sito è già disponibile un typing test, ma c'è un dettaglio da tenere presente: è stato registrato utilizzando hardware pre-produzione. Il comportamento del modello definitivo potrebbe quindi cambiare.

Bluetooth, USB-C e fino a 30 giorni

Sul fronte della connettività Altar II rinuncia alla modalità 2,4 GHz che ormai troviamo su moltissime tastiere meccaniche. Abbiamo invece Bluetooth 5.0 Low Energy, con memoria per due dispositivi, e collegamento USB-C. La batteria dovrebbe raggiungere fino a 30 giorni di autonomia nell'utilizzo tipico considerato da EMO: otto ore al giorno con circa 30 minuti quotidiani di retroilluminazione.

Interessante anche la ricarica rapida: l'azienda dichiara fino a due giorni di utilizzo con appena due minuti collegata a una normale porta USB-C. Sono naturalmente valori dichiarati dal produttore che andranno verificati sul prodotto definitivo.

Prezzo e disponibilità

Altar II non è ancora un prodotto normalmente acquistabile, Electronic Materials Office ha programmato il lancio su Kickstarter per il 10 novembre 2026. Il prezzo indicato è di 349 dollari, ma in questo momento è possibile effettuare una prenotazione pagando 1 dollaro per ottenere il prezzo riservato di 249 dollari, quindi 100 dollari in meno.

Altar II | Electronic Materials Office
Shockingly thin, fully mechanical. Altar II combines a superlative typing experience with an unbelievable design.

La prenotazione viene indicata come completamente rimborsabile fino al lancio e l'ordine vero e proprio verrà completato successivamente su Kickstarter. È importante sottolineare anche un'altra indicazione presente sul sito: specifiche e tempistiche possono ancora cambiare.

Rimane naturalmente la domanda più importante: come si scrive su una meccanica con appena 1,8 mm di corsa e uno chassis da 4,75 mm? Per quella risposta le specifiche non bastano. Bisognerà metterci sopra le dita.